“Quota 100 e Reddito di Cittadinanza: quanto ne sapete e cosa ne pensate?” – Vox Populi



































Quota 100 e Reddito di Cittadinanza: quanto ne sapete e cosa ne pensate?“. E’ questo il tema della nuova puntata di Vox Populi, la rubrica di Ondanews che dà voce ai pensieri della gente su vari temi di attualità che coinvolgono particolarmente la società.

Il Reddito e Pensione di Cittadinanza, denominato anche RdC, è rivolto a tutte le persone o nuclei familiari che vivono una situazione di disagio economico e sociale. La misura, fortemente voluta dai pentastellati, mira a ridefinire il modello di benessere collettivo, a garantire a tutti un minimo di sussistenza con il reinserimento o inserimento nel mondo del lavoro e a rendere effettivo il diritto al lavoro e alla formazione. La Pensione di Cittadinanza è la misura rivolta ai nuclei familiari dove uno dei componenti ha un’età pari o inferiore ai 67 anni.

Per ottenere l’RdC il limite di reddito indicato nell’attestazione ISEE deve essere inferiore a 9.360 euro, il valore del patrimonio immobiliare non deve superare i 30.000 euro e il valore del patrimonio mobiliare non deve superare i 6mila euro se si vive soli, più 2mila per ogni componente del nucleo. Non bisogna acquistare nuove auto prima della domanda e o aver immatricolato auto e moto di grande cilindrata. La Pensione di Cittadinanza, che prevede un aumento a 780 euro al mese, segue gli stessi requisiti fatta eccezione per il limite di reddito.








L’importo che spetta con questa misura va dai 480 euro ai 780 euro e i pagamenti cominciano dal mese successivo a quella della domanda. Dura 18 mesi e il beneficiario può richiedere un aumento di altri 18 mesi con sospensione di un mese. Per mantenere il contributo il richiedente dovrà sottoscrivere il Patto per il lavoro, partecipare alle iniziative formative e accettare una delle tre chiamate di lavoro.

Quota 100, voluta dalla Lega di Salvini, prevede per i coloro i quali hanno raggiunto i 62 anni d’età e 38 di contributi versati il diritto alla pensione anticipata. L’Opzione donna consente alle donne di andare in pensione con almeno 35 anni di contributi e al raggiungimento di 58 anni se dipendenti e 59 anni se lavoratrici autonome. E’ previsto nel Decreto il Riscatto della laurea per gli under 45 e il Riscatto di periodo non coperti da contribuzione.

– Annamaria Lotierzo –






































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