
Ieri pomeriggio, nell’Aula Magna dell’ospedale di Sapri, si è tenuta un’assemblea pubblica con al centro la paventata chiusura del Punto Nascita, organizzata dal Comitato di lotta, con la partecipazione dei Sindaci del Distretto 71.
L’assemblea è stata convocata in vista dell’incontro dell’11 aprile tra il Ministero della Salute e il Presidente della Regione Vincenzo De Luca per discutere dell’uscita dal Piano di rientro sanitario.
Al termine è stato proclamato lo stato di agitazione permanente del territorio in attesa di una grande manifestazione di protesta. I partecipanti e gli amministratori chiedono anche un incontro al Ministero della Sanità e alla Prefettura di Salerno. Il sindaco di Caselle in Pittari Giampiero Nuzzo ha minacciato la consegna della fascia tricolore al Prefetto.
Ieri erano presenti anche i rappresentanti della FP CGIL Salerno, unico sindacato a intervenire in pubblica assemblea e ad esprimere profonda preoccupazione per la plausibile chiusura del Punto Nascita saprese, nonostante sia aggregato in forma subordinata all’Ostetricia di Vallo della Lucania che è già oggetto di deroga ministeriale.
“Tale rischio rappresenta una minaccia concreta non solo per la salvaguardia dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in considerazione della conformazione orogeografica e dei tempi di percorrenza verso gli altri ospedali, ma anche per il mantenimento dei livelli occupazionali e dello status di DEA di 1° livello (con ciò che comporta in termini di complessità delle specialità ), di cui il Punto Nascita costituisce un pilastro fondamentale. Continueremo, anche in solitaria tra i sindacati, a metterci la faccia per ogni forma di mobilitazione utile alla bisogna!” fa sapere Massimiliano Voza.

