
Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca torna a discutere della questione della chiusura dei Punti Nascita in Campania, con particolare riferimento, tra gli altri, a Sapri.
Nella consueta diretta settimanale De Luca ha riassunto dall’inizio la vicenda che è iniziata subito dopo il 2015, quando i Governi dell’ultimo decennio hanno messo in discussione i Punti Nascita che realizzavano meno di 500 parti annui.
“Nessuno a livello ministeriale, né sul piano politico né su quello tecnico ci ha mai dato la motivazione per la quale bisognava chiuderli – ha tuonato il Presidente della Giunta campana -. Hanno sempre cercato di scaricare sulle Regioni”.
Dal 2015 il Ministero della Salute chiede la chiusura dei Punti Nascita di Sessa Aurunca, Piedimonte Matese, Ischia, Ariano Irpino, Polla, Sapri e Vallo della Lucania.
“Noi abbiamo fatto richiesta al Ministero di mantenere aperti in deroga alcuni Punti Nascita per la difficoltà di percorrenza geografica, distanze e quant’altro – spiega -. Abbiamo avuto tale accoglimento per Ariano Irpino, Ischia e Vallo della Lucania. L’interlocuzione è andata avanti nel 2018 e 2019: il Ministero ci chiedeva la chiusura e noi chiedevamo l’apertura in deroga anche per Piedimonte Matese, Sapri e Polla. Abbiamo tenuto aperti i Punti Nascita fino al 2023, dovrebbero ringraziarci. L’unica eccezione che hanno inteso fare il Governo e il Ministero ha riguardato il Punto Nascita di Polla che aveva raggiunto nel frattempo risultati significativi”.
Nel 2024 e nel 2025, come spiegato con i dati alla mano dal Presidente campano, il Ministero della Salute ha chiesto alla Regione Campania “di inserire nel piano ospedaliero, con riferimento all’anno 2025, l’implementazione del piano sulla riorganizzazione dei Punti Nascita che includa la chiusura di almeno il 50% dei Punti Nascita non in deroga e sub-standard entro il primo semestre 2025 e il completamento del piano a fine anno 2025”.
“In altre parole – spiega De Luca – ci chiedono di chiudere 3 Punti Nascita sotto i 500 parti annui entro giugno 2025, altrimenti la Regione rimane in piano di rientro, (quindi, rimane obbligata a impiccarsi ai tetti di spesa, tanto per intenderci) e di chiudere tutti gli altri entro dicembre. La Regione Campania ha comunicato, ovviamente, che si chiuderanno i primi 3 entro il primo semestre per sbloccare il piano di rientro. Abbiamo proceduto tenendo conto dei numeri: i 3 Punti Nascita che hanno i numeri più bassi di parti annui sono Piedimonte Matese (162), Sessa Aurunca (172) e Sapri (191). Questi sono i numeri più bassi e questi sono i Punti Nascita che per decisione del Governo e del Ministero della Salute gestiti da Fratelli d’Italia vengono chiusi”.
“Come ho già detto a qualche amico del Cilento – sottolinea – anziché fare demagogia e cortei inutili e opportunistici (perché in tutti i cortei nessuno ha esposto un cartello che richiamava quell’obbligo che ho spiegato, perché sono opportunisti) se vogliamo fare una battaglia, ancora, oltre questi 6 anni nei quali la Regione ha retto, facciamo un bel corteo di protesta davanti al Ministero della Salute, noi siamo davanti a voi. Anziché camminare per Sapri senza mai dire parole chiare sulle responsabilità, abbiate il coraggio di fare un bel corteo al Ministero della Salute. La Regione ha promosso una manifestazione di massa a Roma per sbloccare l’accordo di Coesione, contro l’Autonomia Differenziata: siamo andati lì in 5.000, 550 sindaci a protestare, così si fa. Mica possiamo accettare in eterno di subire scemenze!”



