Nuovo appuntamento con la rubrica “Pro…verbalmente inteso” con un argomento molto caro alla comunità religiosa tradizionale: il “fuoco” di Sant’Antonio Abate.Sant’Antonio Abate fu un eremita rigorosissimo nella storia del Cristianesimo che donò tutte le proprie ricchezze per vivere un’esistenza nel deserto, dedita alle preghiere. I simboli del Santo sono un bastone a forma di tau, il fuoco che toccava con le mani nude ed il porcellino.
La figura del santo, dunque, è strettamente connessa al fuoco, tenendo conto di due aspetti: i falò che, nella tradizione popolare, vengono accesi nella notte fra il 16 e 17 gennaio, nelle piazze e nelle campagne, per celebrare la luce e la vittoria di Antonio contro il diavolo. La tradizione infatti, vuole che Antonio sia sceso agli inferi con il suo porcellino per salvare delle anime e poi, dopo aver acceso il suo bastone con il fuoco dell’inferno, lo abbia donato agli uomini. Da qui la nascita dei falò di Sant’Antonio, divenuto protettore dei Vigili del Fuoco.
L’altro aspetto, invece, è la malattia che, da sempre, è collegata al santo: tutti coloro che vengono colpiti dal cosiddetto “fuoco sacro”, infatti, si dice vengano posti sotto la protezione di Sant’Antonio.
Tale malattia si manifesta sotto due forme: l’ergotismo causato dall’ergot, un fungo parassita delle graminacee che colpiva, soprattutto in passato, gli assidui consumatori di segale e l’herpes zoster, causato dal virus varicella. lesione-da-herpes-zoster
Tutte e due le forme della malattia si presentano con un lungo periodo di sviluppo ed evoluzione che culmina in eritemi e vescicole seguite da una nevralgia post-erpetica molto dolorosa e duratura. Una volta, per combattere le piaghe e le ferite causate dal fuoco, il popolo adoperava il grasso del maiale, per evitare che l’infezione si allargasse sul corpo, essendo il porcellino una figura associata al Santo.
Secondo la tradizione, già a partire dal Medioevo, coloro che venivano colpiti dall’ergotismo, chiedendo l’intercessione di Sant’Antonio, venivano miracolati: la “malattia degli ardenti” infatti, colpiva coloro che potevano ardere di Amore Divino e che, solo dopo una forte purificazione spirituale, potevano guarire.

– Sara Maggio – ondanews –

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