Condanna a tre mesi, con interdizione dall’esercizio della professione per l’intera durata della pena, per Rina Lovisi, Rosetta Fiscina ed Ines Stella (pena sospesa) con l’accusa di abuso dei mezzi di correzione. Sono tre delle quattro insegnanti della scuola elementare di Caselle in Pittari imputate nel processo di primo grado presso il Tribunale di Lagonegro per la vicenda dei presunti maltrattamenti su alcuni alunni. Una quarta insegnante, Anna Gerardina Torre, è stata assolta perché il fatto non sussiste, mentre l’ex Dirigente scolastico Biagio Bruno è stato prosciolto dall’accusa di omessa denuncia di reato per avvenuta prescrizione. In favore delle tre maestre condannate sono state riconosciute le attenuanti generiche. Questa la sentenza emessa dal collegio giudicante composto dal presidente Nicola Marrone e dai giudici Giusy Viterale ed Antonio Bellusci. E’ stato inoltre sancito il rigetto del risarcimento per le parti civili.

Nella sua requisitoria lo scorso settembre il pubblico ministero Lerose aveva chiesto 2 anni e 8 mesi di reclusione per Stella, Lovisi e Fiscina e l’assoluzione per Torre. I legali delle imputate, Nicola Pellegrino, Luigi Arnone, Rocco Colicigno, Iolanda Cennamo, Patrizia Plaitano e Franco Maldonato, avevano chiesto l’assoluzione piena perché il fatto non sussiste. Per la parte civile erano presenti gli avvocati Giuseppe Vallone e Giuseppe Cassese.

I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2011 e il 2014. L’inchiesta partì dalla denuncia presentata ai Carabinieri della Stazione di Sanza da parte di tre mamme, le quali lamentavano comportamenti violenti subiti dai figli ed uno stato di terrore generato in loro. Nel 2014 la chiusura del fascicolo da parte del Procura della Repubblica lagonegrese con l’arresto di un’insegnante e la sospensione dal servizio per un’altra. Quindi il rinvio a giudizio prima per Rina Lovisi e Rosa Fiscina, poi anche per Anna Gerardina Torre, verso la quale nel corso della prima udienza dibattimentale l’accusa è stata riformulata in abuso dei mezzi di correzione, ed Ines Stella.

Si attendono le motivazioni della sentenza.

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