Da lunedì i cittadini salernitani dovranno pagare per intero gli esami cardiologici presso le strutture private convenzionate. L’allarme lanciato ormai da mesi sul precoce esaurimento dei budget in Campania è rimasto inascoltato. Dopo tutto quello che abbiamo dovuto affrontare nell’ultimo anno e mezzo a causa della pandemia – afferma la dirigente di Fratelli d’Italia Imma Vietritrovo assurdo questo ulteriore sacrificio. La conseguenza prevedibile è che quanti non potranno permettersi di affrontare il costo delle prestazioni sanitarie, rimanderanno accertamenti che spesso sono vitali. L’unica alternativa ai centri privati, infatti, è rivolgersi alle strutture sanitarie pubbliche dove le liste d’attesa in alcune branche specialistiche sono interminabili”.

Il problema non riguarda soltanto gli esami cardiologici: in questi giorni, infatti, l’Azienda sanitaria locale di Salerno ha rivisto l’ultimo monitoraggio effettuato, con l’indicazione delle date in cui è previsto il raggiungimento dei tetti di spesa per tutte le tipologie di prestazione. Rispetto al rilevamento effettuato a fine aprile, la situazione appare perfino peggiorata: dal primo luglio si pagheranno le prestazioni di Radiologia, con due settimane di anticipo rispetto a quanto già ipotizzato, per la Diabetologia i fondi si esauriranno il 14 anziché il 20 luglio, una settimana dopo li esauriranno i laboratori di analisi. Per la Radioterapia si ipotizza un passaggio alle prestazioni a pagamento a settembre, un mese prima della scadenza che era stata calcolata in precedenza.

Chi ha potuto, ha anticipato gli esami clinici. Questo, però, si può fare per i controlli di routine, non per gli esami dovuti ad eventi traumatici come capita in Radiologia e meno che mai per le prestazioni di cura come quelle radioterapiche. Ci troviamo dinanzi ad uno scenario terribile perché – tiene a rimarcare la dirigente di Fratelli d’Italia – parliamo della salute delle persone”.

L’esponente di Fratelli d’Italia rilancia l’appello già rivolto alla Regione Campania un mese fa: “Il problema dell’esaurimento dei tetti di spesa esiste in Campania da tempo. Quest’anno, però, si è presentato con largo anticipo rispetto al passato. Il monitoraggio costante ha fatto suonare un primo campanello d’allarme già a marzo. Da allora, poco o nulla è stato fatto e ora ci ritroviamo in piena emergenza. Si segua la via d’uscita indicata dalle associazioni che raggruppano le strutture sanitarie private e si utilizzino le ingenti risorse che il Governo ha affidato alla Regione per ridurre le liste d’attesa nelle strutture pubbliche. Quei fondi, oltre quaranta milioni di euro, sono stati spesi solo in minima parte perché l’emergenza Covid-19 ha impedito di agire su questo fronte. Spenderli per garantire a tutti le prestazioni sanitarie in regime di convenzione consentirà anche di evitare differenze tra una Asl e l’altra e, quindi, che ci siano cittadini campani di serie A e di serie B”.

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