La fase 2 dell’emergenza Coronavirus porta con sé una leggera parvenza di ritorno alla normalità. Tuttavia dal punto di vista politico-amministrativo rimangono ancora gli strascichi della gestione confusionaria che ha spesso caratterizzato l’operato della task force regionale. L’episodio dei falsi positivi registratisi qualche giorno fa ha confuso i cittadini e le dichiarazioni di Esposito hanno contribuito ad alimentare questa confusione. Non è dato sapere quando entreranno in funzione gli ospedali da campo donati dal Qatar nelle settimane scorse, strutture che avrebbero dovuto alleggerire il carico causato dall’emergenza”. Così i consiglieri regionali lucani del M5s Carmela Carlucci, Gianni Leggieri e Gianni Perrino che in proposito hanno presentato una interrogazione.

Proprio per tornare gradualmente alla normalità – dicono – occorrerebbe essere sempre più chiari sugli aspetti organizzativi della sanità lucana. Il Coronavirus ha paralizzato le due strutture principali della regione con la conseguente sospensione (sulla carta fissata fino al 3 aprile) di attività come visite ambulatoriali, esami strumentali diagnostici, day service e diagnostica laboratoristica. Ad oggi queste prestazioni risulterebbero ancora bloccate: ci sono giunte diverse segnalazioni soprattutto da pazienti oncologici che avrebbero dovuto effettuare esami strumentali e successivi controlli (in particolare, presso l’ospedale San Carlo di Potenza) ma che, tramite sms, sono stati avvisati della sospensione di dette attività; gli stessi pazienti, dopo essersi rivolti al Cup regionale per avere nuove date, hanno ricevuto indicazioni generiche (‘di richiamare in quanto sarebbe tutto bloccato’)”.

Per i consiglieri del M5S “è una situazione delicatissima soprattutto per i malati oncologici che, spesso immunodepressi, si vedono ulteriormente esposti e ‘fragili’ dinanzi al rischio di contagio da Coronavirus e temono un’evoluzione infausta della malattia, tale da compromettere le possibilità di guarigione o, in ogni caso, la qualità della vita. Occorre quindi agire immediatamente e provvedere, con la preventiva adozione di tutti i protocolli e dispositivi di profilassi e sicurezza anti contagio da Coronavirus, alla urgente riattivazione delle prestazioni sanitarie programmabili da parte delle aziende sanitarie e ospedaliere lucane”.

Ci siamo fatti portavoce di queste esigenze – concludono – ed abbiamo scritto all’assessore Leone per avere chiarimenti in merito. La strada verso la normalità è ancora lunga, ma i bisogni dei malati non possono essere sospesi sine die”.

– Chiara Di Miele –

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