È stata presentata questa mattina la mostra fotograficaLo scenario ambientale e paesaggistico nell’opera del Consorzio di Bonifica Vallo di Diano e Tanagro” presso il Centro Polifunzionale dell’Ente a Padula. L’iniziativa rientra tra gli interventi finanziati dalla Regione Campania per il sostegno del patrimonio culturale campano. Il progetto, che consta anche di una pubblicazione, ha promosso il fondo documentario e fotografico consortile venuto fuori durante il procedimento di riordino degli archivi.

Presenti all’incontro, moderato dal consigliere segretario dell’Associazione Giornalisti Amici del Vallo di Diano Pietro Cusati, il presidente del Consorzio, Beniamino Curcio, il Direttore amministrativo e responsabile del progetto Emilio Sarli, il Direttore del Consorzio, Mariano Alliegro, l’archivista Giuseppe Aromando, il Direttore del Museo Didattico della Fotografia, Rosario Petrosino, il Soprintendente Archivistico e Bibiografico per la Campania, Gabriele Capone, il Dirigente regionale UOD “Promozione e valorizzazione di musei e biblioteche”, Anita Florio, e il Capo di Gabinetto dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, avvocato Martino che ha portato un messaggio di saluto dell’assessore Nicola Caputo. Tra il pubblico anche il consigliere regionale Corrado Matera, il presidente della Comunità Montana Vallo di Diano, Francesco Cavallone, diversi amministratori comunali del comprensorio e i consiglieri del Consorzio di Bonifica.

Quando qualche giorno fa ho visto questa pubblicazione – ha esordito il presidente Curcio – ho capito che abbiamo fatto bene ad aderire al bando e ad affidarci a professionisti che l’hanno realizzata. Mi emoziona perché rappresenta la storia di un ente che tra 5 anni compie un secolo di vita. È un lavoro di ricerca su tutti gli atti, dalla costituzione nel 1926 fino al 2000. Si parla di opere e interventi indispensabili per la bonifica idraulica del comprensorio, che nel tempo è arrivato fino a 85mila ettari circa. Oggi siamo intorno ai 105mila ettari su un territorio di circa 30 comuni. Opere che sono servite a rendere coltivabile e insediabile la nostra piana. Se oggi vediamo nella nostra zona ricchezza e agricoltura lo si deve al Consorzio di Bonifica“.

Responsabile del progetto è l’avvocato Sarli che, noto per aver scritto diverse opere, si è occupato anche della recente pubblicazione per l’Ente di cui è Direttore amministrativo. “Questa iniziativa si è agganciata al riordino degli atti consortili – ha spiegato -. Il Consorzio si avvia ai suoi 100 anni di attività. Nel 1926 ereditò un territorio caratterizzato da stagni, pantani e acquitrini. La documentazione che emerge dai nostri archivi lo conferma: la piana era priva di insediamenti e questo dimostra come l’attività di bonifica abbia inciso sulla trasformazione del territorio. Dal 1926 in poi il Consorzio di Bonifica fu punto di riferimento“.

L’attività di programmazione futura basandosi sui dati che vengono dal passato al centro dell’intervento del Soprintendente Caputo. Un concetto ripreso anche dall’ingegnere Alliegro che ha ricordato i tentativi di fare archiviazione tecnica negli anni passati: “Da giovane non avrei mai immaginato che, dopo 30 anni, avrei contribuito a realizzare una rete idrica quale quella attuale. Questo inorgoglisce“. Attenzione anche al ruolo del Tanagro nel comprensorio. “Non può essere relegato all’attenzione di uno – ha sottolineato Alliegro – ma bisogna programmare insieme, per recuperare le aree fluviali, contenere i deflussi in alveo curando l’intero bacino. Ma bisogna che l’urbanistica tenga conto del rischio che è insito in un corso d’acqua“.

In conclusione è toccato all’archivista e co-autore della pubblicazione, Giuseppe Aromando, introdurre gli ospiti alla mostra. “Solitamente siamo meno sensibili verso la memoria di carta, ma quella è la parte essenziale per ricostruire i pezzi della nostra storia – ha affermato -. Ad esempio il secondo conflitto bellico ha creato nel nostro territorio delle difficoltà conservative e intorno agli anni ’50 iniziò la grande richiesta di ricostruzione dei ponti distrutti dai bombardamenti“.

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