C’è anche un valdianese a bordo della nave di perforazione Saipem 12000, la piattaforma dell’Eni che opera a largo di Cipro e che venerdì, mentre era in viaggio verso una diversa destinazione su cui operare, ha dovuto interrompere la navigazione dopo essere stata bloccata dalle navi della Marina Militare turca. Si tratta di un 33enne ingegnere idraulico originario di Polla e residente a San Pietro al Tanagro.

L’Eni ha confermato la notizia, che era stata resa nota dal ministro degli Esteri di Cipro, affermando che “la Saipem 12000 è stata bloccata dalle navi militari turche in quanto sarebbero in corso attività militari nell’area di destinazione“. Le attività di trivellazione in quell’area, però, sono fortemente contestate dalla Turchia. Lo stesso Presidente Erdogan, nel corso del recente incontro in Italia con Mattarella e Gentiloni, ha espresso la sua preoccupazione circa l’azione dell’Eni nel Mediterraneo orientale. Secondo Erdogan “le perforazioni del gas naturale in quella regione rappresentano una minaccia per Cipro Nord e per noi“.

La società energetica ha reso noto che “il mezzo ha prudentemente eseguito gli ordini e rimarrà in posizione, in attesa di un’evoluzione della situazione. La Saipem 12000 ha in programma attività di perforazione per conto di Eni nel blocco 3 nelle acque della Zona Economica Esclusiva della Repubblica di Cipro“.

Attimi di tensione per l’equipaggio a bordo della Saipem 12000 e per l’ingegnere valdianese che però fa sapere che la situazione è sotto controllo e che non ci sono motivi per cui preoccuparsi. La Farnesina, inoltre, sta seguendo la vicenda al più alto livello attraverso le rappresentanze diplomatiche a Nicosia ed a Ankara.

– Chiara Di Miele –

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