Potrebbero esserci state altre fuoriuscite di petrolio senza che nessuno se ne sia accorto”.

Questa la notizia che preoccupa e non poco per la salvaguardia dell’ambiente in Basilicata. Notizia che sarebbe stata pronunciata dai rappresentanti dell’Eni durante l’audizione nella Commissione parlamentare ecomafie.

A renderlo noto è Piernicola Pedicini, europarlamentare lucano del Movimento 5 Stelle, che etichetta la dichiarazione come “l’ennesima riprova dell’irresponsabilità e delle colpe dell’Eni rispetto al disastro ambientale in Val d’Agri provocato dalle estrazioni petrolifere”.








A far uscire la dichiarazione, dopo l’audizione, è stata una collega di Pedicini, che lo ha reso noto a quest’ultimo. Si tratta della senatrice grillina Paola Nugnes, componente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Una denuncia che desta non poche preoccupazioni in Basilicata sul tema del petrolio e delle estrazioni.

L’Eni –ha sottolineato Pedicini- ha saputo dell’immane perdita di idrocarburi derivata dal serbatoio C di Viggiano solo quando c’è stata la denuncia del proprietario del depuratore di Viggiano e a seguito della visita dei Noe. E solo a quel punto hanno dato avvio agli accertamenti”.

Si tratterebbe di una perdita di 400 tonnellate di idrocarburi, nei serbatoi che in totale ne contengono 12mila. Secondo Pedicini, quest’ultima notizia trapelata mette in luce che “sull’intera vicenda della gestione delle estrazioni petrolifere in Val d’Agri ci sono tantissimi punti oscuri” e chiede di fare al più presto chiarezza.

In merito a quanto già accaduto, l’Eni sta correndo ai ripari rafforzando col doppiofondo le cisterne.

– Claudio Buono – 

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*