Sono 8 gli indagati nell’inchiesta partita due anni fa dalla Procura di Vallo della Lucania dopo che alcune persone erano giunte da diverse zone d’Italia per conseguire diplomi a Castellabate presso un istituto paritario di San Marco. Pagando 3000 euro si poteva ottenere facilmente il titolo di studio.

Come si legge su “La Città di Salerno” gli indagati che hanno ricevuto la notifica della conclusione delle indagini sono un 28enne residente a Novedrate (Como), un 42enne di Napoli, un 40enne di Napoli, un 37enne di Salerno, un 28enne di Napoli, un 45enne di Locri. Tutti hanno ottenuto incarichi come personale ATA nelle scuole del Nord. Indagate anche una 39enne e una 52enne di Salerno che, pur avendo presentato domanda con falso attestato di diploma, non hanno ottenuto incarichi. L’accusa è di falso materiale e ideologico e truffa ai danni del Ministero dell’Istruzione.

L’indagine ha preso il via da Como, dove la Procura ha indagato sui contratti ottenuti come ausiliari in numerose scuole comasche dal 2017. Nel 2019 furono eseguite 340 perquisizioni dai Carabinieri in numerose province italiane. Così venne fuori che l’istituto cilentano faceva conseguire facilmente dei titoli di studio. I componenti provvedevano a far ottenere i diplomi attraverso la consegna di pergamene e attestati contraffatti, falsificando i verbali degli esami sostenuti virtualmente dalle persone a cui venivano rilasciati.

In una sessione straordinaria di esami avrebbero partecipato circa 300 candidati, tutti alla fine diplomati. Il giro d’affari ammonterebbe ad un milione di euro.

Un funzionario amministrativo di una scuola della provincia di Como, insospettitosi dall’arrivo di supplenti nel personale Ata che avevano conseguito il diploma nello stesso istituto, ha permesso di dare il via ai controlli incrociati con il database del Ministero dell’Istruzione dai quali è emersa la truffa.

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