Pavimento in grès effetto marmo e legno: il grande dilemma del XXI secolo che da un po’ di anni a questa parte è ritornato nuovamente nella mente degli italiani che desiderano arredare casa con pavimenti in marmo, nella maggior parte dei casi, utilizzando il grès porcellanato. Nonostante il marmo sia considerato un materiale scomodo a causa della manutenzione e degli effetti che genera, negli ultimi tempi si è visto un exploit di richieste di pavimento in grès effetto marmo e legno. Questo ha portato i più a convincersi, data la durevolezza del grès e la bellezza dell’effetto marmo e del legno, ad utilizzarlo anche in piccoli ambienti domestici come bagni e cucine. I marmi più ricercati dal punto di vista dell’effetto estetico sono quelli con leggere striature grigie su un fondo bianco. Il cosiddetto marmo Calacatta, usato da secoli anche nell’antichità per la realizzazione di monumenti ed architetture classiche.

Si potrebbe affermare che alla sua diffusione ha contribuito molto il ritorno allo stile classico contemporaneo. Infatti questo riceve sempre più consensi, in termine di scelta, e dunque abbiamo oggi che materiali molto in voga dagli anni 60 ed oltre stanno letteralmente ritornando in auge dal punto di vista dell’interpretazione di nuovi spazi domestici e non solo. Dunque non solo appartamenti residenziali ma anche tante altre tipologie di locali soprattutto come attività commerciali, ristorazione e di benessere alle persone si orientano verso questo tipo di scelta.

La bellezza di questi gres sta non solo nella loro durevolezza nel tempo ma anche negli svariati effetti che le aziende produttrici (CasalgrandeCerdisa-RicchettiFlavikerAtlas) riescono a realizzare. Il vantaggio è anche nei vari formati adattabili ad ogni esigenza ed effetto che si vuole ottenere. Attenzione però ai grandi formati, è opportuno effettuare degli accorgimenti in posa d’opera per evitare possibili problemi futuri post operam, ma di questo parleremo in seguito.

“Il marmo è un materiale ambiguo che se abbinato bene rende l’ambiente unico ed elegante.”

A questo punto è di fondamentale importanza la figura dell’architetto nella sua interezza perché quando il marmo è storico, ossia appartiene già all’architettura, ha tutto un altro stile e sapore. In casa, la musica è completamente diversa e talvolta potrebbe stonare. Spesso diventa una forzatura donando all’ambiente un aspetto sgradevole in alcune zone della casa mentre in altre diventa protagonista assoluto; esempio lampante sono i bagni, che essendo spesso piccoli nelle abitazioni contemporanee, potrebbero davvero risultare dei “loculi” se non ben bilanciati. Per riuscire ad evitare ciò e rompere l’effetto monolitico, si potrebbero utilizzare dei decori di forme e tipologie diverse. L’utilizzo di piccoli accorgimenti dona all’ambiente quel tocco di originalità trasformandolo in qualcosa di più informale e facilmente abbinabile a seconda dello stile che si vuole perseguire. Il marmo rimane un materiale elegante e chic che nelle sue svariate venature ambrate o dorate riesce a dare un aspetto luxury agli ambienti, soprattutto con i grandi formati, definite “lastre”.

Come evitare l’effetto “monumento”?

Quando parliamo di case e nello specifico di arredo degli interni, dobbiamo diversificare gli ambienti. Per non creare un senso di estrema monumentalità, adottando pochi accorgimenti, tanto buon gusto e qualche buon consiglio da chi di arredi se ne intende, è possibile ottenere il risultato cercato.

Marmi chiari

Per esempio quando ipotizziamo un effetto Calacatta o Statuario (Carrara), che ha storicamente un fondo bianco e delle venature sul grigio, come combinazione per l’arredo potremmo utilizzare indistintamente il bianco, il grigio, un legno naturale dal tono deciso, un color tortora o una tonalità di grigio scuro.

Marmi colorati

Quando ipotizziamo un marmo scuro, come un Grigio Carnico o un Nero Marquinia, che sono di solito completamente neri con delle sfumature di bianco, per l’arredo potremmo orientarci sul nero stesso, sempre sul bianco, un legno medio a contrasto o i colori metallici come argento, cromo, oro, oro rosa.

Marmi scuri

Se ipotizziamo un marmo dai colori neutri ma caldi come un Travertino o un Onice, come accostamenti potremmo considerare il bianco, il nero, da considerare non solo nell’arredo ma addirittura spingerlo anche su qualche parete. Sempre perfetti sono i colori neutri come tortora, avorio, beige, marroncino o in caso di legni utilizzare tutti quelli dai toni caldi come noce, teak ed iroko evitando assolutamente quelli sbiancati.

Marmo e legno, una scelta naturale per ogni ambiente

Questi due materiali si completano perfettamente a vicenda. Possono essere scelti in modo che corrispondano tono a tono, oppure potete provare a utilizzare colori a contrasto. In ogni caso il marmo starà benissimo con tutte le sfumature del legno, dalla più chiara alla più scura.

Quanto conta la posa in opera?

Il giusto montaggio dei pavimenti in gres è fondamentale e può fare la differenza anche sotto l’aspetto estetico. Un particolare poco utilizzato ma di grande effetto è possibile ottenerlo con l’utilizzo di appositi distanziatori metallici tra pavimenti diversi. Ne esistono di vari tipi, colori e spessori in modo da potersi abbinare a qualsiasi materiale scelto per il nostro pavimento e/o rivestimento. E’ sempre opportuno che il tecnico-direttore dei lavori prenda in considerazione la posa anche di un tappetino desolidarizzante antifrattura prima della posa del nuovo pavimento. Si tratta di una membrana armata in poliestere riciclato termolegato specifico per l’assorbimento delle tensioni di taglio tra i sottofondi e i rivestimenti incollati. E’ idonea come rinforzo nella posa di piastrelle ceramiche di tutti i tipi, grandi formati, grès porcellanato e pietre naturali. Un accorgimento tecnico da considerare è sia quello della doppia spalmatura di colla, quando almeno un lato della nuova piastrella supera i 60-80 centimetri, che nella realizzazione di una fuga minima. Informazioni reperibili facilmente nella scheda tecnica dell’azienda produttrice che di regola è sempre intorno ai 2 millimetri quando parliamo di materiale rettificato. Quando parliamo di materiale non rettificato, come ad esempio potrebbe essere una ceramica artigianale, questa sicuramente viene stabilita dall’azienda produttrice in misure minime più elevate al fine di evitare l’evidenza visiva non uniforme e rettilinea che si creerebbe nell’accostamento degli angoli delle piastrelle stesse.

Per informazioni o domande scrivere all’indirizzo architettorisponde@addessoliving.it.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.