Paura questa mattina al Pronto Soccorso dell’ospedale “Ruggi D’Aragona” di Salerno.

Un extracomunitario in attesa, in codice verde, ha cominciato a dare in escandescenza. I sanitari presenti hanno immediatamente cercato di calmarlo ma l’uomo urlando si è diretto nel bagno ripetendo “Allah akbar” spaventando medici e pazienti presenti.

Il personale di vigilanza è intervenuto tempestivamente ma alla vista degli uomini in divisa il paziente ha strappato dal muro uno specchio e ha aggredito chi gli si presentava dinanzi.

I due vigilanti, feriti al volto e alle mani, sono riusciti ad immobilizzare l’uomo grazie anche all’intervento del responsabile della ditta che si occupa della vigilanza.

Per l’uomo, quando è arrivata la Polizia, è stato disposto un ricovero in Psichiatria mentre i due uomini della vigilanza sono stati affidati alle cure dei sanitari.

“Questo ennesimo atto di violenza nei luoghi nei quali si svolge l’attività di assistenza – ha dichiarato il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Salerno, Giovanni D’Angeloconferma l’estrema urgenza di mettere in atto ogni misura possibile per dare sicurezza in primis al personale, che con dedizione e professionalità si adopera giorno e notte per curare chi ne ha bisogno e, nel contempo, per ricreare quella necessaria tranquillità in ambienti così particolari, quali quelli dediti alla risoluzione di problematiche mediche in emergenza-urgenza, che rappresentano le condizioni trigger più comuni per l’insorgenza di atti di violenza verbale e fisica. La legge per il riconoscimento dello status giuridico di pubblico ufficiale per chi opera nell’assistenza attende da mesi la discussione e approvazione alla Camera, ultimo ostacolo. Al di là della legge sono necessari interventi di tipo divulgativo e comunicativo verso la popolazione, perché si riporti in Sanità il rapporto paziente-personale assistenziale a una corretta e produttiva forma collaborativa e a un giusto livello di tolleranza, che deve contraddistinguere una società civile, nel rispetto dei diritti di entrambi: sanitari e pazienti”.

– Claudia Monaco –

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