L’Amministrazione Comunale di Padula ha deciso di richiedere in comodato gratuito le strutture e gli spazi esistenti della stazione ferroviaria cittadina, ormai dismessa da quando la tratta ferroviaria Sicignano-Lagonegro dismessa nel 1987 durante i lavori di rinnovamento ed elettrificazione della linea Battipaglia-Metaponto e mai più riaperta fino ad oggi.

La decisione della Giunta guidata dal sindaco Paolo Imparato prende vita principalmente dal fatto che il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane da anni è impegnato in un programma di riorganizzazione e rigenerazione delle stazioni ferroviarie che, in seguito al perfezionamento dei sistemi tecnologici di gestione centralizzata della circolazione ferroviaria, non necessitano della presenza di personale operativo assumendo la caratteristica di “stazioni impresenziate“.

In questa categoria rientrano anche le stazioni poste lungo le linee ferroviarie dismesse o sospese, per cui il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, d’intesa con gli Enti Locali e l’associazionismo, ha avviato anche un programma di riqualificazione del patrimonio immobiliare inutilizzato con cui valorizzare il territorio o attivare servizi a favore della cittadinanza mediante la predisposizione di progetti mirati da realizzare all’interno di questi edifici.

La stazione di Padula versa, come tante altre, in uno stato di abbandono e di degrado con strutture fatiscenti e nell’area sono presenti due corpi di fabbrica che possono essere destinati a finalità diverse. L’Amministrazione ha intenzione dunque di provvedere, in una delle due strutture, alla realizzazione di un centro per anziani e nell’altra all’implementazione di una struttura che possa fungere da ambulatorio veterinario per la sterilizzazione dei cani randagi.

Una richiesta interessante quella fatta al Gruppo Ferrovie dello Stato che, come si legge nella delibera, nasce anche dal fatto che “la quasi totalità delle stazioni ferroviarie del Vallo di Diano perdura in una condizione di assoluto degrado, tale da generare un impatto negativo con il contesto ambientale e naturalistico caratterizzante l’intero Vallo di Diano“.

– Chiara Di Miele –

 

Un commento

  1. Questo Stato allo sbando sperpera enormi risorse in opere inutili e molte delle quali mai ultimate ma abbandona, lasciandole nell’assoluto degrado, strutture che potrebbero essere utilizzate dalla Comunità. E stendiamo un velo pietoso quando si dice che il cittadino ha diritto alla mobilità, la tratta ferroviaria Sicignano-Lagonegro è un patrimonio di tutti lasciato nel totale abbandono, una vergogna per un Paese che vuol essere all’avanguardia tenendo ben presente che ne avrebbe tutte le potenzialità.

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