Ieri si è tenuto a Lagonegro un incontro del Consiglio comunale con l’assessore regionale alla Sanità Rocco Leone e il Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera “San Carlo” Giuseppe Spera. Presenti all’incontro pubblico, oltre ai rappresentanti istituzionali, il Coordinamento Salute per l’ospedale del Lagonegrese, che ha pressato fortemente per portare l’argomento Sanità al centro del dibattito locale e regionale e rappresentanti sindacali di categoria e associazioni.

La cosa positiva – affermano Pina Manzolillo e Salvatore Falabellaè che, dopo ben due anni e mezzo dall’insediamento della nuova Amministrazione regionale e mesi di sollecitazione nei confronti dell’Amministrazione di Lagonegro totalmente sorda e dipendente dai dictat potentini, siamo riusciti a vedere l’assessore e il Direttore Generale nel luogo più consono alla loro
funzione, cioè all’incontro con i cittadini, invece che nelle solite foto di inaugurazioni, a volte farlocche come nel caso del reparto di Ortopedia di Lagonegro, inaugurato ma subito richiuso perché incompleto. Sarà stata un’emozione talmente forte vedere l’assessore e il D. G. che i consiglieri di maggioranza hanno perso la voce e non hanno espresso una sola parola sul destino che toccherà alla sanità del territorio lagonegrese e all’ospedale di Lagonegro. La Sindaca è riuscita appena a dire qualche parola di circostanza e a bacchettare i suoi concittadini, mettendosi ovviamente dalla parte dei capi, mentre il consigliere, sempre per l’emozione, non ce l’ha fatta ed è stato costretto ad andarsene. Sono scene forti, che lasciano il segno, come quella in cui due sere prima, la stessa Sindaca urlava a squarciagola contro i propri concittadini perché volevano discutere di Sanità!“.

Le risposte delle personalità intervenute sono state deludenti, secondo Falabella e Manzolillo, “ma forse non poteva essere diversamente: in merito alla carenza di medici si è detto di aver fatto miracoli, ma evidentemente non bastano, sicuramente non hanno risolto la situazione e non è sembrato che abbiano soluzioni sicure in mano, addirittura si è citato l’istituendo Corso di Laurea di Medicina presso l’UNIBAS per reperire medici (insomma, se ne riparlerebbe tra 6 anni, ad ospedale chiuso!), eppure basterebbe riconoscere l’ospedale di Lagonegro come DEA di primo livello per renderlo attrattivo nei confronti dei professionisti della sanità che, ad oggi, così come i cittadini, si tengono alla larga dal nostro ospedale; per nulla chiari i motivi che hanno portato alla rinuncia della costruzione dell’Ospedale nuovo in favore della demolizione ricostruzione dell’esistente; una promessa di avvio dei lavori in tempi brevi (ma non certi!), tant’è che non è stato reso noto il cronoprogramma, né è stata fornita documentazione, sebbene fosse questa l’unica vera notizia della serata; nessuna spiegazione su come si potranno eseguire i lavori contestualmente alle attività ospedaliere, evitando incidenti e disagi; un generico impegno a non penalizzare l’ospedale di Lagonegro, che ricorda sinistramente lo ‘stai sereno’ di Renzi a Letta, ma nessuna visione sulla sanità regionale e meno che mai nel Lagonegrese“.

La scusa è sempre la stessa, – continuano – ossia i vent’anni di malapolitica (perché non erano loro a governare). Inutile ricordare loro che chi ha governato prima è stato punito ed ha perso, loro amministrano da due anni e mezzo eppure ancora aspettiamo di vederli fare meglio, come promettono da altrettanto tempo. Questo, in estrema sintesi, il bilancio della serata e noi delle risposte di circostanza e delle rassicurazioni paternalistiche siamo stanchi, ma non al punto di mollare. Ci fermino, se ci riescono“.

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