Il dna di Bruno Humberto Damiani non sarebbe stato rilevato sul luogo dove il 5 settembre del 2010 fu ucciso il sindaco di Pollica Angelo Vassallo.

Come si apprende attraverso il quotidiano La Città di Salerno, la notizia non è stata ancora confermata ufficialmente e gli investigatori attendono l’esito degli esami genetici effettuati su 94 persone in questo mese, mentre su Damiani il test era stato effettuato alcuni mesi prima in carcere dove si trova rinchiuso per tentata estorsione.

L’uomo resta indagato per l’omicidio, ma non sarebbero emersi ulteriori indizi per far sì che venga emessa nei suoi confronti una misura cautelare e quindi potrebbe uscire dal carcere appena avrà finito di scontare la condanna. Dunque Damiani resta indiziato di essere l’esecutore materiale del delitto, ma se così fosse non avrebbe lasciato una sua traccia genetica sul luogo del delitto.

Pare intanto che gli investigatori vogliano capire se, tra i numerosi profili genetici esaminati, ci siano anche persone che non avevano con Vassallo frequentazioni abituali.

A luglio il procuratore aggiunto Rosa Volpe e il sostituto procuratore Marco Colamonici hanno interrogato nuovamente “il brasiliano”, assistito dall’avvocato Michele Sarno, che ha continuato a negare ogni sua responsabilità in merito all’omicidio del sindaco pescatore.

– Chiara Di Miele –

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