I familiari di Pierangela Gareffa, la donna di Vibonati uccisa dal marito con una coltellata 5 anni fa, continuano la loro battaglia per ottenere il risarcimento dei danni subiti e che è stato loro negato dall’apposita Commissione ministeriale che si occupa del Fondo di garanzia per le vittime di violenza istituito nel 2016.

Come si legge sul quotidiano “La Città di Salerno“, l’omicidio avvenne nell’abitazione in cui la coppia abitava con il figlio all’epoca dei fatti 12enne. Dopo una discussione per futili motivi, a cena, l’uomo, Efisio Pili, colpì la moglie al fianco con un coltello di circa 30 centimetri. La donna si accasciò al suolo in una pozza di sangue. In quel momento in casa c’era anche il figlio che ai Carabinieri della Compagnia di Sapri raccontò di non essersi accorto di nulla.

Un anno fa la Corte di Cassazione ha condannato l’assassino 55enne a 14 anni di reclusione più altri tre in casa di cura e custodia.

L’avvocato della madre e della sorella di Pierangela, Giovanni Falci, ha impugnato il provvedimento della Commissione che ha negato loro il risarcimento, citando in giudizio il Ministero dinanzi al Tribunale di Lagonegro.

Antonella D’Alto


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