Entro il 15 ottobre le aziende di qualunque settore e natura, sia pubbliche che private, dovranno esplicitare le modalità di controllo del green pass e gli incaricati al controllo dello stesso.

Non sono previsti dalla normativa obblighi di comunicazione delle modalità organizzative adottate, che potranno essere inserite nel Protocollo aziendale.

Dovranno essere nominati uno o più soggetti che avranno il compito di controllare, anche a campione, il possesso e la validità del green pass all’interno dell’azienda, possibilmente prima che lo stesso dipendente entri nell’azienda. Tale controllo dovrà essere eseguito mediante una procedura stabilita internamente all’azienda e tramite applicazione su smartphone (Verifica C19 ad esempio). I casi in cui il dipendente è in regola sono i seguenti:

  • Possesso di green pass in seguito a vaccinazione;
  • Negatività certificata in seguito a tampone molecolare (valido 72 ore);
  • Esenzione medica dalla vaccinazione.

Il personale privo del green pass è considerato assente ingiustificato, e la retribuzione del dipendente non è dovuta dal primo giorno senza green pass.

I soggetti obbligati sono quindi:

  • Dipendenti, consulenti, partite Iva che entrano in ufficio
  • Lavoratori che entrano in mezzi pubblici
  • Lavoratori a domicilio (elettricisti, colf, badanti…).

Le sanzioni vanno da 400 a 1.000 euro per non aver predisposto corrette modalità di verifica.

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