
Nelle suggestive sale del Palazzo del Ghiaccio e dei Frigoriferi Milanesi a Milano, durante la maratona etica Next Gen Dialoghi – Scuola Futura, una nuova generazione di studenti ha fatto sentire la propria voce sul tema cruciale dell’intelligenza artificiale e del significato digitale. Tra di loro, quattro alunni del Polo liceale Pomponio Leto di Teggiano: Carmen Fiore e Raffael Andriuolo (ambedue della 5^ A SA) e Giulia Divito e Augusto Lopardo (entrambi della 4^ B SA), accompagnati dal professore Antonio Sica, insegnante di Scienze Naturali.
Questa edizione si è focalizzata su un concetto centrale del Capitale Semantico, ovvero quella ricchezza immateriale fatta di significati, idee, linguaggi che non solo definisce il nostro presente ma plasma il nostro futuro digitale. Il filosofo Luciano Floridi, anima del progetto Orbits – Dialogues with Intelligence, ha guidato gli studenti in un percorso intenso di riflessione e dialogo.
Non si è trattato di semplici lezioni frontali: gli studenti hanno partecipato a laboratori dinamici, scambiando domande e costruendo con il filosofo un confronto autentico. Il tema non era solo “Che cosa può fare l’IA”, ma piuttosto “Che cosa dovrebbe fare” e con quale responsabilità.
In sessioni di gruppo, gli studenti hanno esplorato casi reali: come l’intelligenza artificiale influisce sulla vita quotidiana, sulla scuola, sul lavoro. Hanno indagato la tensione tra dati e senso, tra informazione veloce e comprensione profonda. Il compito non era solo analizzare, ma anche formulare in modo critico e creativo domande di senso da rivolgere al filosofo Floridi.
Durante il convegno, il filosofo ha sottolineato come l’intelligenza artificiale possa supportare la generazione di significato, ma non è in grado di sostituire completamente il senso umano: “Le macchine rielaborano, ma non esperiscono”.
Gli studenti sono usciti dall’esperienza con una consapevolezza più matura cioè non basta padroneggiare la tecnologia, bisogna anche saper leggere, interpretare e proteggere il linguaggio che la crea. Parole come “etica”, “responsabilità”, “custodia del significato” sono diventate per loro non più concetti astratti, ma strumenti reali per agire nel mondo digitale. Il percorso non finisce con la due giorni di Milano. I giovani partecipanti, insieme ai loro docenti, hanno avviato un dialogo che proseguirà nel tempo: come trasporre nelle lezioni quelle riflessioni? Come portare il capitale semantico nella scuola, nelle materie scientifiche, nelle attività quotidiane?
“Si è dunque arrivati ad una conclusione – riferiscono i docenti – I ragazzi non sono solo spettatori di un futuro che si costruisce, ma sono architetti attivi di quel significato che l’IA amplifica, ma non determina. Dunque, non delegare il compito di dare senso al mondo, ma farlo insieme, con spirito critico e responsabilità”.




