Nel Vallo di Diano si nasce di meno e si muore di più. Saldo naturale negativo nel 2016









































Nel Vallo di Diano si nasce di meno e si muore di più. È la fotografia, forse anche tristemente scontata, che emerge da un’indagine condotta con il supporto degli uffici anagrafe del comprensorio valdianese.

Il cosiddetto “saldo naturale“, ossia la differenza tra nati e morti, ha visto nel 2016, in tutto il comprensorio, ben 656 decessi a fronte delle 450 nascite, nonostante il lieve aumento rispetto al 2015.

Diamo uno sguardo ai comuni del comprensorio. Tra i comuni con il saldo negativo peggiore risultano Sala Consilina dove a fronte di 108 nascite ci sono stati 121 morti e Teggiano con 98 morti e 50 nati. Seguono Padula con 67 morti e 42 nati e Sassano con 55 morti a fronte di 38 nati, Montesano sulla Marcellana con 58 decessi a fronte delle 50 nascite, Polla con 45 morti e 34 nati, Sant’Arsenio con 29 morti e 17 nati, San Rufo con 22 morti e 19 nati, Sanza con 26 morti e 11 nati, Casalbuono con 17 morti e 6 nati, Monte San Giacomo con 16 morti e 8 nati. Il comune con un maggiore divario tra nascita e morte è Caggiano con 42 morti e solo 10 nati.










Mortalità e natalità quasi in pari, registrano i comuni di Buonabitacolo con 19 morti e 18 nati, Pertosa con 7 morti e 6 nati, Atena Lucana con 19 morti e 17 nati e San Pietro al Tanagro con 16 nati e 17 morti.

Nessun comune, come si denota, registra un tasso di natalità maggiore rispetto a quello di mortalità. Il progressivo invecchiamento della popolazione è evidente con un aumento costante, nella maggior parte del Vallo di Diano, degli ultraottantenni.

Numeri che interrogano, dunque, in quanto oltre a fenomeni evidenti che giustificano il decremento naturale della popolazione e con un calo di nascite diventato ormai una tendenza in fase di consolidamento, si aggiunge, senz’altro, il saldo migratorio con giovani sempre più costretti ad emigrare fuori per lavoro.

– Claudia Monaco –

 

 



































Un commento

  1. Purtroppo, chi non ha lavoro se ne va! Chi pure c’è l’ha non viene minimamente motivato a fare figli, anzi, viene in qualche modo ostacolato e intimidito, sia dalla società che da datori di lavoro egoisti e poco lungimiranti che dalle figure politiche nostrane, espressione della nostra parte peggiore. Fare figli oggi è un’avventura pericolosa, impegnativa e che quasi sicuramente abbassa la qualità della vita. Chi lo fa andrebbe elogiato e soprattutto incoraggiato e ancor più sostenuto e difeso!

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