Lettera aperta della giornalista di Salvitelle, Lucia Giallorenzo

Entrai al Sant’Orsola di Bologna indossando la “tuta salvavita”, mi piace definirla così, donata dal sindaco di Salvitelle, Maria Antonietta Scelza.

Lei mi disse: “Ho solo due tute, una la uso io e l’altra la porto a te”.  Era il periodo Covid-19 durante il quale le paure erano entrate in conflittualità. La prima, quella della pandemia che imponeva di rimanere a casa e l’altra di continuare la terapia mettendosi in viaggio. I malati oncologici hanno dovuto optare per una scelta. Io non potevo fermarmi. Nel percorso della sofferenza messa a dura prova dalla pandemia ho incontrato la bellezza e la forza della solidarietà.

La soppressione dei treni è stata un’ulteriore difficoltà che ha caricato la mente di altri pensieri. In quel contesto difficile, mi colpì l’attenzione umana e la premurosa disponibilità della donna-sindaco del mio paese. Maria Antonietta Scelza, al suo primo mandato amministrativo in qualità di primo cittadino, ha dovuto fronteggiare nella piccola comunità una pandemia ed è riuscita con serietà ed impegno a compiere tutte le azioni necessarie per un buon controllo della situazione generale e specifica di ciascuna famiglia.

Le belle azioni non fanno notizia e ce ne sono tante che durante il Covid sono rimaste nel silenzio. La Scelza, a mia insaputa, si era attivata con numerose telefonate per trovare un’ambulanza che mi accompagnasse a Bologna. Una tale sensibilità riuscì a commuovermi. Per paura di un contagio in ambulanza mi organizzai in proprio ma fu toccante la sua iniziativa profondamente solidale e umana. I sindaci hanno fatto molto durante la pandemia, molto più di quanto sia stato letto e condiviso sui social. Dalla vicina Caggiano, diventata Zona Rossa, anche il sindaco Modesto Lamattina, il vicesindaco Pasquale Lamattina e la Protezione civile mi hanno sostenuta nelle necessità legate alla tutela della mia salute.

La vicinanza dei rappresentanti istituzionali della zona mi è stata espressa anche con semplici messaggi come quelli del sindaco di Auletta, Pietro Pessolano e del vicesindaco Antonio Addesso, che a suo tempo ho definito “eroi” per la personale e forte capacità reattiva al Covid. Nei giorni scorsi ho raggiunto la Casa comunale di Salvitelle per consegnare al sindaco Maria Antonietta Scelza una copia della rivista: “Pietrelcina. La terra di Padre Pio” nella quale è stata pubblicata la mia testimonianza con foto in tuta e mascherina scattata a Bologna in pieno Covid-19.

Un gesto di gratitudine che è ben poca cosa rispetto al mio sentirmi parte di una comunità più ampia che ha varcato nella solidarietà i confini comunali.

– Lucia Giallorenzo –

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*