Gli Antimilitaristi Campani contro l’invito dell’ex Ministro dell’Interno, Marco Minniti, alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Salerno programmata per oggi.

Marco Minniti – dichiarano – è colui che pochi anni fa mentre esercitava le funzioni di Ministro sottoscriveva il Memorandum con la Libia, una delle pagine più buie della nostra Repubblica, e, nella stessa prospettiva di noncuranza della vita dei migranti e della dignità del nostro Paese, firmava insieme all’allora Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, l’odioso decreto Minniti-Orlando. Minniti è stato convocato in qualità di presidente della fondazione Med-Or, che è parte della fondazione Leonardo, aspetto che aggiunge elementi inquietanti. È evidente che la scelta di invitare lui e, di conseguenza, di stringere o forse rafforzare dei legami solidi con la Med-Or si colloca in un orizzonte culturale guerrafondaio, dove si considera sicurezza quella cercata attraverso le armi e dove la solidarietà tra gli esseri umani è cancellata in nome del profitto, di quegli affari che stanno distruggendo l’umanità e il pianeta in cui viviamo. L’invito continuano – oltretutto in un contesto e in un momento simbolicamente così forte come la cerimonia di apertura dell’anno accademico, ci indigna perché è in linea con l’idea che il militarismo debba pervadere tutti gli ambiti formativi. Che Marco Minniti intervenga insieme alle autorità accademiche e a rappresentanti di tutte le componenti della comunità universitaria salernitana è davvero uno schiaffo nei confronti di chiunque abbia a cuore i diritti umani e lavori e studi in un orizzonte culturale volto alla costruzione di un mondo migliore. Qui la prospettiva è meramente aziendalistica, con l’aggravante dello stretto legame con le industrie di morte”.

Gli Antimilitaristi chiedono, inoltre, a tutte le persone coinvolte di considerare “le gravissime ricadute di una cerimonia di inaugurazione come quella annunciata e di riflettere sulle proprie responsabilità morali, scientifiche e culturali“.

Manifestiamo la nostra solidarietà – concludono – a tutti coloro i quali fanno parte a vario titolo della comunità universitaria salernitana e vivono i nostri stessi sentimenti. Ci rivolgiamo a questa parte della comunità universitaria e a chi non abbia ancora considerato tutte le implicazioni di un invito come questo anche per chiedere loro di lavorare con impegno rinnovato e maggiore per rafforzare punti di vista alternativi a questo che oggi appare dominante e schiacciante e per continuare a suscitare analisi approfondite della realtà e spirito critico. Auspichiamo che l’Ateneo salernitano concorra, com’è sua missione e tenendo sempre ben presente il principio della solidarietà, alla costruzione e trasmissione di un sapere volto a migliorare la vita comune delle generazioni presenti e future, non ad affossarla”.

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