E’ polemica in merito alle attuali condizioni in cui versa il Fiume Tanagro nel Vallo di Diano. Nella giornata di ieri il consigliere regionale Tommaso Pellegrino ha pubblicamente affermato: “Due anni di proclami, passerelle, annunci di milioni di euro e di grandi progetti per il Tanagro. Risultati? Dopo un giorno di pioggia, a causa della mancata manutenzione, a rischio l’intero Vallo di Diano nei tratti interessati dall’attraversamento del fiume Tanagro e purtroppo esondazione a Buonabitacolo; a tal proposito esprimo solidarietà e vicinanza agli agricoltori che hanno subito notevoli danni”.

Le copiose piogge del weekend, infatti, in più punti hanno ingrossato l’alveo del fiume che attraversa il comprensorio valdianese e in alcune zone, tra cui le campagne di Buonabitacolo, l’acqua ha invaso i terreni circostanti.

Su quanto affermato da Pellegrino interviene oggi Beniamino Curcio, presidente del Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro. “Probabilmente il consigliere Pellegrino non è stato ben informato – afferma Curcio -. Le piogge abbondanti e prolungate degli ultimi giorni hanno provocato esondazioni e sommersioni di terreni un po’ ovunque nella parte a sud del Vallo di Diano e non solo a Buonabitacolo in località Tampa Molino. Se la situazione non è precipitata lo si deve solo al Consorzio di Bonifica che in questi ultimi tre anni ha prestato grande attenzione alle opere di manutenzione, intervenendo principalmente a carico di quei canali di bonifica e dello stesso Fiume Tanagro, lasciati in balia dell’incuria e dell’abbandono da oltre venti anni. Noi operiamo quotidianamente andando anche oltre quelle che sono le nostre prerogative e lo facciamo per prevenire e mitigare problemi e danni. Altri aspettano che piove in maniera da poter puntare il dito, senza mai fare mea culpa“.

Ma lo sa il dottor Pellegrino che il Fiume Tanagro (come altri corsi d’acqua naturali) è di competenza della Regione e non del Consorzio di Bonifica, lo stesso Ente ove lui è stato eletto consigliere di maggioranza? – prosegue il presidente del Consorzio – Ma gli hanno detto che, dove si è verificata l’esondazione del fiume, la parte sommitale dell’argine sinistro manca da oltre 30 anni e mai nessuno vi ha posto rimedio? Ma gli hanno detto che, rispetto a problematiche di grande preoccupazione e di grande impatto come le esondazioni e gli allagamenti ci vogliono serietà, senso di responsabilità, impegno concreto ed operatività e non parole al vento che servono solo a scaricare responsabilità e ad eccitare gli animi? Probabilmente questo modo di fare si chiama politica moderna. Io personalmente non mi ci ritrovo“.

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