Mercati settimanali nel Vallo di Diano, attività ancora attuali o ormai fuori tempo?





































Lunedì a Sassano, martedì a Montesano sulla Marcellana, giovedì a Sala Consilina, venerdì a Padula e Sant’Arsenio, sabato a Polla e domenica a Teggiano.

Sono alcuni degli appuntamenti legati ai mercati settimanali che caratterizzano i paesi del Vallo di Diano. Un “rituale”, quello legato alle attività mercatali, che si ripete da anni.

Ma i mercati nel comprensorio sono ancora “attuali” e rappresentano ancora un punto di riferimento per i residenti? O si tratta di un appuntamento “superato” e non più collegato alle esigenze dei cittadini?








La questione relativa ad ambulanti e bancarelle, di recente, è stata oggetto del dibattito a Teggiano dove il mercato domenicale, dopo essere stato delocalizzato nelle frazioni per circa 15 mesi, è tornato in pianta stabile nel centro storico cittadino. La tematica, tuttavia, è ampia e oltre ad interessare i paesi del Vallo, riguarda tutti i piccoli centri.

Per alcuni, limitatamente al territorio valdianese, quello con i mercati settimanali non rappresenta più un appuntamento atteso, per via dei prezzi non considerati competitivi se rapportati ai negozi fisici ed a quelli virtuali e per le difficoltà logistiche che a volte si registrano. Per altri, invece, tali attività, oltre ad offrire l’opportunità di fare acquisti “a casa propria”, sono sinonimo di tradizione, incontro e condivisione.

Per quel che riguarda gli aspetti oggettivi, nel Vallo di Diano il numero di bancarelle, a grandi linee, sembra orientato sempre più a ridursi così come la partecipazione, in termini di presenza ed acquisti, dei cittadini.

Una tendenza probabilmente fisiologica, ma che spinge a chiedersi quale possa essere, in generale ma nel Vallo in particolare, il destino delle attività mercatali nel lungo periodo e se non sia necessario riadattarsi e trasformarsi in qualcosa di “nuovo”.

– Cono D’Elia –







































4 Commenti

  1. Oggi il mercato é pieno di merce cinese (sempre la stessa) venduta a prezzi più alti rispetto a negozi e siti on line. Per non parlare dei saldi che non esistono e con venditori sempre più astiosi perché non vendono. Differenziatevi anziché piangervi addosso, fate offerte e rinnovatevi nella merce da vendere anziché aspettare il “pollo” da spennare… e magari alle volte anche un po’ di gentilezza non guasterebbe.

    • phil carson says:

      quello che dici è vero, i commercianti quando c’era da “spennare” facevano a gara per accaparrarsi i posti migliori nel mercato (personalemente ho assistito a tremende liti). Di rinnovarsi non ci pensano proprio, pretendono e sono arroganti.

  2. Angelo SALESE says:

    Si snaturiamo e cancelliamo tutto……
    Yuhuuuu!
    Evviva la globalizzazione !!!!!
    Siamo tutti meticci……!!!!
    Pensiamo a non far aprire più centri commerciali e cineserie varie..
    Aiutiamo le piccole botteghe di quartiere….con prodotti locali….magari risolveremo un po di problemi occupazionali e forse a tavola mangeremo anche un po meglio……

  3. Tozzi Fan says:

    Nei centri turistici Teggiano, Pertosa (come Grotte) e Padula il mercato andrebbe riorganizzato e diretto anche ad un potenziale turistico con mostre mercato, coldiretti e simili…
    Per gli altri centri è un pò più dura vista la concorrenza leale e “sleale” dei negozi, centri commerciali e “cinesi”….

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*