Ha toccato anche il Potentino, e in particolare Tito, la maxi operazione della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza che ieri ha portato all’emissione di 12 misure cautelari nei confronti di un clan camorristico con base logistica a Nocera Inferiore, che puntava su Firenze per lo spaccio di droga, gli aiuti Covid del “Decreto Liquidità” e l’immigrazione clandestina, oltre al furto di bici da corsa.

In un’abitazione a Tito è stato arrestato Filippo Boffardi, 38enne di Nocera Inferiore. Aveva scelto di risiedere a Tito a seguito degli arresti domiciliari per un’altra vicenda. L’uomo, infatti, era già finito a inizio anno in regime di arresti nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Salerno per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed estorsioni, che portò all’emissione di 47 ordinanze di custodia cautelare. All’alba di ieri Boffardi è stato prelevato dalla Polizia nell’abitazione di Tito e trasferito in carcere.

L’inchiesta che ha portato al blitz di ieri è stata diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze e coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia. Arresti, perquisizioni e sequestri di conti correnti sono scattati a Firenze, Prato e in provincia di Latina, Verona oltre che a Tito. L’inchiesta vede iscritte nel registro degli indagati 17 persone. In carcere anche componenti del clan Cuomo di Nocera Inferiore, di cui uno già detenuto a Poggioreale e un altro titolare di una pizzeria dove, lo scorso febbraio, esplose per avvertimento un ordigno artigianale nell’ambito di una guerra tra clan. Le misure cautelari, 7 ai domiciliari, 3 in carcere e 2 provvedimenti di interdizione dall’esercizio di attività, riguardano tutte persone residenti tra Nocera Inferiore e la Toscana. I reati contestati sono, a vario titolo, di associazione a delinquere con l’aggravante mafiosa finalizzata alla ricettazione, furto, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco ed esplosivi, violazione della normativa in materia di immigrazione, indebita percezione di erogazioni pubbliche, riciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita. Polizia e Guardia di Finanza, nel corso dell’operazione e di una perquisizione a casa di un indagato, hanno scoperto la somma di circa 90mila euro. Per l’uomo arrestato a Tito le accuse riguardano anche quella di aver creato una nuova entità associativa criminale in Toscana con diversi illeciti commessi in più occasioni.

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