Lettera della Dottoressa Maria Consiglia Viglione, dello Studio Viglione Libretti di Sant’Arsenio.

E’ stato un anno difficile e mai come per l’anno appena trascorso si è atteso il 31 dicembre per porre fine definitivamente a quanto di negativo abbiamo vissuto e iniziare a sperare in positivi duraturi cambiamenti. Si ripongono nel nuovo anno grandi speranze anche di una ricercata e persa normalità.

Ognuno di noi, facendo un proprio excursus dell’anno trascorso, sicuramente vi troverà fatti, eventi e circostanze che comunque hanno dato soddisfazioni e gratificazioni e che resteranno piacevolmente nei ricordi che non si è propensi a dimenticare.

In ambito generale, per questa nostra Italia ed anche per il mondo intero, si è dovuto convivere con un nemico invisibile che ha manifestato ogni sua devastante presenza procurando paura, dolore, grandi perdite di affetti ed una costante incertezza sul quotidiano.

Le ripercussioni si sono da subito avvertite e negli occhi di tutti resteranno i nefasti cortei ed il tempo dovuto trascorrere nell’isolamento. Le diversità di percezione di ogni singolo, che non ha preso reale coscienza della situazione, sono state il veicolo per un continuo peggioramento e le conseguenze sono ancora da vivere con la ormai solita incertezza.

Gli interventi dello Stato e degli Organi preposti sono stati innumerevoli ma nessuno aveva da attingere ad esperienze passate per fronteggiare al meglio il tutto. Le difficoltà si sono acuite e le soluzioni ricercate – e forse mai trovate – sono state molte.

La speranza, ed il tempo in tal senso è anche trascorso, è stata riposta nella scienza e nella possibilità di avere un vaccino che collochi anche questa epidemia nelle condizioni di non più nuocere. Sarà difficile armonizzare in un unico modo di pensiero la validità della vaccinazione globale e nel concetto di “democrazia” vi troviamo, mai come in questo caso, ogni legittimazione delle avverse posizioni. Se la strada intrapresa a livello mondiale per la definitiva soluzione del problema è quella del vaccino allora il concetto di democrazia che dovrebbe prevalere ed essere l’unico, dimora nell’interesse della collettività maggioritaria che è primario rispetto a quello del singolo. Sarebbe auspicabile, in tal senso, che tale esatta decisione prevaricasse sulle infinite discussioni, se pur arricchite di svariate e valide singole ragioni, per farci ritrovare il vero concetto di società e del vivere insieme nella “polis” di questa auspicata globalizzazione.

Le ripercussioni sono state tangibili nel quotidiano e negativamente hanno inciso sull’economia nazionale e dei singoli. Molto dobbiamo ai medici, al personale sanitario tutto ed a quanti hanno speso ogni loro sforzo a che venissero alleviate le difficoltà; dobbiamo sempre essere loro grati per l’impegno e l’abnegazione ma soprattutto per il sacrificio di vite che hanno dovuto e stanno tributando. Le attività tutte, collegate e fondate essenzialmente sull’investimento del proprio lavoro, sono quelle che ne hanno subito maggiormente le conseguenze così come l’economia generale del nostro Paese.

Nel nostro piccolo e per quanto di competenza abbiamo cercato di esserci così come abbiamo tratto ogni forza e conforto dalla vicinanza di quanti si sono rivolti a noi per ogni loro problematica di lavoro e non. L’impegno di sempre sarà anche tra gli obiettivi del nuovo anno cercando di informare e formare agli adeguamenti funzionali e normativi che di volta in volta si presenteranno.

L’avvento del nuovo anno, mai come ora, dovrà essere di effettivo e sicuro miglioramento implicando ogni necessitato cambiamento per ritrovare, come si diceva, la nostra normalità di vita, di lavoro e di relazioni interpersonali. Sicuramente e purtroppo le difficoltà non si faranno desiderare in quanto lo scorrere del tempo con la solita costanza non si modifica sul cambiamento numerico dei giorni o degli anni. Ci si dovrà impegnare a vivere con maggiore forza e consapevolezza per affrontare le problematiche che ci troveremo davanti e cercare di spendere sempre la nostra vita nella piena consapevolezza dei valori dei migliori rapporti interpersonali.

Anche nel pratico si acutizzano le problematiche per una sana gestione delle attività che trovano il loro fondamento nella pregressa legislazione comunitaria in materia di “default”. Le Banche, quali istituzionali soggetti economici e finanziari di diretta vicinanza alle imprese ed imprenditori, dal 1° gennaio 2021 sono chiamate ad assolvere un nuovo compito per lo storico ruolo ricoperto. Le nuove regole europee in materia di classificazione dei debitori in “default”, ovvero, in stato di inadempienza di un’obbligazione verso la banca, stabiliscono criteri e modalità più stringenti rispetto a quelli finora adottati dalle banche italiane.

Necessiterà ogni maggiore attenzione nella gestione del finanziario e dei rapporti intrattenuti con le banche al fine di evitare ulteriori problematiche e difficoltà nella gestione e continuità delle attività.

Le nuove regole, che tutte le banche dovranno applicare, prevedono infatti l’automatica classificazione in default delle imprese che presentano arretrati di pagamento rilevanti per oltre 90 giorni consecutivi sulle esposizioni (capitale, interessi e commissioni) che esse hanno nei confronti della propria banca. Per arretrato rilevante si intende un ammontare superiore a 500 euro relativo a uno o più finanziamenti che rappresenti più dell’1% del totale delle esposizioni dell’impresa verso la banca mentre per le persone fisiche e le piccole e medie imprese, con esposizioni nei confronti della stessa banca di ammontare complessivamente inferiore a 1 milione di euro, l’importo dei 500 euro è ridotto a 100 euro“.

Sarà di fondamentale importanza, in tal senso, tener sotto controllo le scadenze dei pagamenti e rispettare i piani di rimborso in atto con le banche al fine di evitare la classificazione a default che rileva anche ai fini della segnalazione in Centrale Rischi di Banca d’Italia. Problematica non certamente trascurabile ma che ci dovrà trovare tutti pronti anche nell’attivare all’interno di tutte le ditte ed aziende un diretto e continuo sistema di monitoraggio e controllo dei flussi finanziari. E’ il momento di approntare, se pur con i dovuti adeguamenti collegati alle singole peculiarità di ogni azienda, dei piani programmatici di lavoro e di analisi prospettica al fine di avere sempre più contezza dei principi che regolano la necessaria continuità aziendale.

Il nostro ed il lavoro degli imprenditori sarà anche così specificamente da incrementare, canalizzare ed orientare. In tal senso e per evitare eccessive preoccupazioni è anche intervenuta la Banca d’Italia che, con un proprio invito rivolto specificamente agli istituti di credito, ha sollecitato gli stessi al fine di informare e sensibilizzare i propri clienti che potrebbero presentare tali fattori di maggior rischio raccomandando anche di contattare ognuno i propri clienti per valutare le opportune possibili soluzioni e prevenire le possibili riclassificazioni delle esposizioni degli stessi.

L’augurio, ma forse è necessario credere e dire “la certezza”, è che sicuramente avremo tutti le capacità e possibilità di superare questo momento e riposizionarci in un futuro meno problematico che nel consumare questa crisi abbia e veda l’inizio di un nuovo ciclo economico e di vita proiettato alla reale ripresa.

Speriamo nel tutto ma ci sapremo far bastare e ci accontenteremo, senza recriminazioni, anche della nostra consueta ritrovata normalità.

– Maria Consiglia Viglione –

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