giacomo cancellaro“Il mio quotidiano è rappresentato dalla natura, dagli animali e dal tempo trascorso con me stesso”. Queste le parole di Giacomo Cancellaro, 35 anni di Padula, dallo scorso ottobre pastore ed allevatore di capre. Dopo il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti, si è dedicato all’attività di famiglia, relativa alla lavorazione della pietra. Attività poi cessata a causa di diatribe varie. Ed è, così, maturata in lui la decisione di dedicarsi a tempo pieno all’agricoltura ed all’allevamento.

“A causa di un sistema corrotto mi sono visto costretto, come tutti i componenti della mia famiglia – spiega – ad inventarmi una nuova attività e ho deciso, così, di dedicarmi all’allevamento delle capre. Ho acquistato 60 capi ed ho dato inizio a questa nuova realtà. Quella di investire in agricoltura non è stata una scelta legata soltanto all’emergenza o alla necessità. Ho questa passione da sempre e sono sempre stato attivo in questo campo”.

La sua giornata segue un rituale ben definito.

“Si inizia intorno alle ore 6, con la mungitura e poi il pascolo – sottolinea – Raggiungo un’altezza media di 800 metri. In montagna trascorro molte ore delle giornata. Non mi pesa il fatto di trascorrere tanto tempo da solo, anzi. Stare immersi nella natura è una delle cose più belle che ci siano. Ho la possibilità di ammirare paesaggi e scorci fantastici. Gli unici inconvenienti sono rappresentati dalle questioni legate ai confini tracciati o al fatto che qualche capra possa smarrirsi”.capra pastore

Giacomo racconta che la solitudine è compensata dal confronto continuo con i contadini, con i quali si discute di varie tematiche, tra le quali la possibilità di caratterizzarsi a livello territoriale. “Bisogna concentrarsi sulle produzioni locali – afferma – Si bada troppo all’economicità e poco alla qualità. E’ triste vedere come il nostro territorio faccia riferimento all’estero per quanto riguarda i prodotti. C’è troppa poca solidarietà e coesione tra gli operatori del Vallo di Diano. Ogni valdianese, nel suo piccolo, dovrebbe dedicarsi, all’agricoltura. E’ la nostra ultima risorsa”.

E sulla passione per l’arte dice: “Non ho abbandonato il disegno e quando posso, realizzo dei lavori per me stesso o per chi me li richiede. Ora, però, sono concentrato a fare l’allevatore ed anche se le difficoltà sono tante – conclude punto fortemente su questa attività per il futuro”.

– Cono D’Elia –


9 Commenti

  1. pultroppo sara inevitabile ,la crisi non è nient altro che mancanza di cultura e di bene reciproco,in questo mondo selvaggio ,che si alimenta di egoismo e avarizia ,i grandi non se ne curano ,ma tutto ciò colpirà sopratutto noi giovani che non conosciamo il lavoro primario l agricoltura ,che accompagnata dall artigianato è in fine dall arte primo strumento di comunicazione ,ci davano la pace per vivere su questa terra meravigliosa …..grazie gerry e maurizio ,a presto …..

  2. Sei un esempio per questo territorio abbandonato a se stesso dalla politica e dalla cattiva amministrazione dimostrando di volercela fare solo con le tue forze e con quello che sarà presto inevitabile…il ritorno alle origini ed ai mestieri antichi,se si vorrà sopravvivere.

  3. Giacomo sono un fotografo da strada che vive a Roma di origine irpina che si è sposato con una ragazza di San Rufo conosciuta all’università che mi ha fatto conoscere il Cilento Vallo di Diano di cui mi sono innamorato diventandone in estimatore e ricercatore di momenti unici e irripetibili.Ti ammiro w mi dispiace che in questo bel paese l’arte e gli artisti non vengono non solo apprezzati ma messi da parte senza lasciargli spazi per potersi fare conoscere e trasmettere la loro creatività a differenza di altri paesi dove l’arte si respira a pieni polmoni.Ti auguro di poter mandare avanti la tua azienda e nel frattempo riuscire a emergere dal punto di vista artistico.

  4. vi ringrazio tutti…speriamo che questo nostro appello a non abbandonare le nostri radici non sia vano ,anche perchè non ci resta altro, che difendere la nostra terra se vogliamo viverci . Volevo anche aggiungere di non essere il primo ad essere tornato alla terra ,ci sono molti giovani che lo fanno in silenzio ,ma sono scoraggiati dal fatto che il contadino lavora gratis ,è quindi chiudono le aziende dei propi genitori ,che fin ad ora ,hanno portato il benessere in questo territorio,speriamo che la mia voce sia la voce di molti che vogliono vivere a casa propia, senza umiliarsi a cambiare paese per un pezzo di pane ..grazie a tutti di nuovo, ,,,

  5. Giacomo sei un GRANDE

  6. Personalmente sono convinto che la scelta di Giacomo Cancellaro (che non ho il piacere di conoscere) sia stata una scelta seria e convinta.
    Molti giovani di oggi dovrebbero prendere ad esempio il coraggio e la determinazione di credere in un futuro fatto di innovazioni nel campo dell’ agricoltura e dell’ artigianato, uniche vere ricchezze del nostro futuro, ancora in attesa di essere sfruttate!
    Chi ama e decide di restare, deve trovare la forza e la volontà di impegnarsi in questi settori, per i quali non mancano gli aiuti economici incentivanti, anche a livello locale.
    Grazie Giacomo, per il tuo lodevole impegno e per il tuo esempio! Inseme a te desidero ringraziare anche le cooperative di alcuni giovani sorte a Sanza ed a Morigerati, le quali stanno diventando un esempio ed un punto di riferimento per la coltivazione e la produzione di castagne, di olio e di vino!
    Il lavoro ed il sacrificio devono rappresentare sempre una costante della propria vita! Se a questi si aggiungono l’amore e la passione per le cose che si fanno e per i risultati che si riescono a raggiungere, allora il futuro delle giovani generazioni apparirà meno fosco e le famiglie potranno continuare a credere nella speranza di un domani migliore per i propri figli.
    Complimenti ed auguri, caro Giacomo e buon lavoro!
    Aldo Rescinito.

  7. Compèlimenti,se io non fossi un ,musicista farei il tuo nobile mestiere….purtroppo la globalizzazione ammazza i mestieri piu’ utili all’umanita’come il tuo.Sei un vero artista siccome oggi solo gli artisti dentro il cuore sanno sciegliere come te….mentre gli altri si fanno convincere dal bombardamento mediatico che li vuole tutti uguali come carne in scatola con la stessa marca….meno male che esistono ancora giovani come te….sei un esempio,ma oggi si conoscono solo i BRUTTI ESEMPI…..cosi’ si impaurisce la gente,e si castra mentalmente il popolo per poterlo pilotare e manipolare a piacimento…..con te pero’,non ci sono riusciti…!

  8. Francsco Vergati says:

    Ciao Giacomo, sono anni che non ci frequentiamo più anche se sono stato il tuo padrino di fonte. Sono contento che nel tuo piccolo trovi le tue soddisfazioni. La cosa che vorrei dirti in maniera disinteressata dopo tante esperienze di vita: …và dove ti porta il cuore, meglio riflettere su qualcosa che hai commesso di sbagliato, ma non rimpiangere ciò che non hai fatto per non ferire altri. Tutto ciò che fai, fallo col cuore che prima o poi verrai ricompensato. Un abbraccio e buona fortuna.

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