
Le consigliere comunali di Lagonegro del Gruppo di minoranza “Lagonegro Riparte” Maria Di Lascio e Maria Palermo hanno chiesto alle istituzioni, ai partiti e alla società civile di esprimere la loro ferma condanna per le minacce di morte telefoniche ricevute negli ultimi giorni.
Il 7 giugno ignoti, con voce artefatta, hanno minacciato di morte prima la consigliera Palermo e, pochi minuti dopo, anche la consigliera Di Lascio, intimando loro di “smetterla“. Le consigliere hanno immediatamente sporto querela orale presso la locale Stazione dei Carabinieri, ricevendo conforto e rassicurazione da parte degli Ufficiali di Polizia Giudiziaria presenti.
“Vogliamo esprimere pubblicamente la nostra preoccupazione per questi atti intimidatori, che rappresentano un grave attacco alla democrazia, al rispetto delle istituzioni e alla libertà di esercitare il nostro ruolo pubblico – dichiarano dall’opposizione consiliare -. Rassicuriamo i cittadini e le istituzioni che continueremo a svolgere con impegno e responsabilità il nostro mandato, nel rispetto delle leggi e dei principi democratici. Le minacce di questo tipo non fermeranno il nostro impegno per il bene della comunità, la tutela della legalità, dei valori civili e della libertà delle donne“.
Sulla vicenda interviene anche il sindaco Salvatore Falabella che esprime ferma condanna. “In un contesto di crescenti attacchi diffamatori, portati avanti soprattutto attraverso i social network, nel tentativo di minare il lavoro dell’Amministrazione e le sue persone, comprendo appieno la frustrazione che si prova nell’essere destinatari di atti riprovevoli di questo genere – afferma -. È questa l’occasione per stigmatizzare ogni forma di violenza, fisica e verbale, perpetrata in qualsiasi modalità, de visu o tramite strumenti tecnologici. In particolare condanno minacce di morte o di lesioni fisiche comunque comunicate, violenza verbale espressa in forma di comunicazione orale diretta o attraverso mezzi di comunicazione social, soprattutto in versione anonima, come l’uso di pagine social anonime (tipo ‘Marsicano’) ingiuriose ed infamanti, che linciano pubblicamente con post diffamatori, sessisti, omofobi, offensivi della reputazione di mogli, madri, mariti, figli e affini di amministratori, al solo fine intimidatorio, per determinarne le dimissioni e la rinuncia ad assolvere il ruolo democraticamente ottenuto attraverso il voto, minacce di denuncia rivolte agli amministratori allo scopo di causarne le dimissioni, l’annientamento umano e sociale dei cittadini, attraverso la richiesta di demolizione dei beni ad essi più cari“.
L’Amministrazione comunale di Lagonegro, nel rimarcare ferma condanna e confermare la propria siderale distanza da tali comportamenti violenti, chiede alle Istituzioni, ai partiti politici e alla società civile di assumere la stessa presa di distanza netta ed inequivocabile rispetto agli stessi: “La bonifica della vita pubblica da fenomeni dal sapore criminoso, che tanto danno fanno alla comunità, richiede l’impegno di tutte le persone di buona volontà. Episodi del genere non possono più essere tollerati in una società civile degna di questo nome“.
“Si tratta di episodi gravissimi che colpiscono non solo due rappresentanti istituzionali, ma l’intero principio democratico su cui si fonda il nostro vivere civile – ha affermato il Presidente della Regione Vito Bardi -. Nessuna donna, nessun amministratore deve essere costretto ad affrontare pressioni o atti intimidatori per il proprio impegno politico e sociale. A Maria Di Lascio e Maria Palermo va il mio incoraggiamento a proseguire con determinazione il loro lavoro al servizio delle comunità, con la certezza che le Istituzioni non arretreranno di un passo nella difesa della legalità e della libertà democratica. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinché si faccia piena luce su questi episodi ignobili e i responsabili vengano individuati e puniti”.

