
Arriva la diffida della Regione Campania alle Fonderie Pisano, a seguito dell’ultima visita ispettiva effettuata dall’Arpac a settembre.
Secondo i rilievi dei tecnici Arpac, sarebbe emerso che “non possono ritenersi pienamente applicate le Bat (Best available techniques) per una non completa tenuta degli edifici in cui si svolgono le operazioni maggiormente impattanti sia per le motivazioni di tipo gestionale (varchi di accesso ai capannoni lasciati aperti nel corso delle lavorazioni) che strutturale (capannoni vetusti con infissi e confinamenti esterni non a perfetta tenuta)”. Inoltre, viene evidenziato che “non sono state effettuate analisi o schede descrittive ai fini della caratterizzazione di alcune tipologie di rifiuti”.
In sostanza, le Fonderie sarebbero mancanti dell’applicazione delle migliori tecnologiche finalizzate a ridurre l’impatto ambientale, oltre che per tutta una serie di problemi rispetto alla gestione dei rifiuti prodotti dall’attività dello stabilimento.
Lo stabilimento delle Fonderie Pisano, situato in via dei Greci a Salerno, deve essere adeguato “ad horas” secondo quanto stabilito dall’Unità operativa dirigenziale Autorizzazioni ambientali e rifiuti di Salerno.
Le Fonderie ha tempo fino a metà novembre per presentare le informazioni necessarie ai fini del riesame.


