Continua a far discutere la Strada Provinciale 342 Roscigno-Sacco chiusa dal 2010 per il rischio di caduta massi dal costone roccioso che la sovrasta. L’arteria è nota perchè, seppur interdetta al traffico dalla Provincia di Salerno, ha continuato negli anni ad essere percorsa dai numerosi automobilisti che non hanno alternative per poter raggiungere i territori limitrofi.

Adesso il Settore Viabilità e Trasporti della Provincia di Salerno ha richiesto ai Comandanti delle Stazioni Carabinieri territorialmente competenti di Piaggine e Bellosguardo, oltre che ai Comandi di Polizia Locale dei Comuni di Sacco e Roscigno e alla Polizia provinciale, di vigilare affinchè sia rispettata l’ordinanza di interdizione al traffico e non venga forzato il blocco stradale predisposto dal Settore competente.

Ai Sindaci di Sacco e Roscigno, in qualità di autorità comunali di Protezione civile e di governo locale, la Provincia chiede di mettere in campo azioni sinergiche per salvaguardare la pubblica e privata incolumità e garantire l’interdizione al traffico della S.P.342. A questo proposito lunedì 4 febbraio il personale del Settore Viabilità e Trasporti effettuerà un sopralluogo e ripristinerà il blocco stradale, verificandone le transenne e potenziando la segnaletica.

Il sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, ha reagito in maniera amareggiata alla richiesta dell’Ente di Palazzo Sant’Agostino. “Da circa otto anni questo tratto stradale anche se chiuso è stato utilizzato giornalmente per i collegamenti da parte di tutti i cittadini, – dichiara – oggi viene emesso, da parte della Provincia, questo provvedimento scaricando il controllo sugli organi in indirizzo. Ennesimo atteggiamento ipocrita della Provincia che puntualmente cerca di scaricare le proprie responsabilità su altri. Si parla di ripetute e continue forzature al blocco stradale, ed allora mi chiedo: quanti verbali di constatazione sono stati emessi in 8 anni? Quante relazioni sono state prodotte dai cantonieri in servizio sul tratto stradale? La stessa nota è stata inviata anche per il tratto stradale Ottati – Castelcivita, vista la stessa situazione di pericolo? Dopo otto anni ci aspettavamo un provvedimento di apertura e non l’ennesimo atto ipocrita di una Provincia al servizio del potere politico di turno, dimenticandosi totalmente delle necessità di un popolo sempre più emarginato ed abbandonato“.

– Chiara Di Miele –


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