
Il Mef ha pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del 31 marzo che aggiorna 85 Indici sintetici di affidabilità fiscale. È un intervento ampio, che coinvolge circa 1,85 milioni di contribuenti e che entrerà subito in gioco nella Dichiarazione Redditi 2026. La revisione è stata validata dalla Commissione degli esperti l’11 marzo, confermando la necessità di adeguare gli Isa al contesto economico più recente.
Una revisione che tocca tutti i settori
Gli indici aggiornati coprono quattro grandi aree dell’economia: commercio, professioni, servizi e manifatture. Dentro questi gruppi troviamo attività molto diverse: bar e ristoranti, studi notarili e dentistici, imprese edili, produttori di olio e calzature, negozi al dettaglio e operatori dell’ingrosso. Una platea ampia, che rende l’aggiornamento particolarmente rilevante per chi opera in settori con dinamiche economiche molto differenti.
Cosa stabilisce il decreto
Il provvedimento segue la struttura dei decreti Isa degli anni precedenti, ma aggiorna contenuti e criteri. Include l’elenco degli 85 indici, i relativi codici Ateco 2025, le note tecniche, le regole per l’applicazione in caso di multiattività e attività complementari, oltre ai criteri per calcolare il punteggio di affidabilità fiscale. La base dati utilizzata è ampia: gli Isa evoluti si fondano sulle informazioni dichiarative degli ultimi otto anni, dal 2016 al 2023.
Un’evoluzione costruita sui dati degli ultimi anni
Il lavoro di aggiornamento non si limita a un semplice ricalcolo. Sono stati integrati indicatori economico-finanziari aggiornati, variabili che misurano l’impatto delle crisi recenti, l’aumento dei costi energetici, le tensioni geopolitiche e l’andamento dei tassi di interesse. Una parte di questi effetti è già stata incorporata negli indici; un’altra sarà definita nel decreto correttivo atteso entro fine aprile, come previsto dall’articolo 9-bis del Dl 50/2017.
Territorialità aggiornate per riflettere le differenze locali
Il decreto interviene anche sulle territorialità, strumenti fondamentali per adattare gli Isa alle condizioni economiche dei diversi territori. Sono stati aggiornati i parametri relativi al commercio, al reddito medio imponibile, alle quotazioni immobiliari e ai canoni di locazione. L’obiettivo è rendere il punteggio più aderente alla realtà economica di ciascun comune, provincia o area territoriale.
Chi resta escluso dagli Isa
Le cause di esclusione non cambiano. Gli Isa non si applicano ai contribuenti con ricavi o compensi oltre 5.164.569 euro, ai soggetti in regime forfetario, alle imprese con multiattività non prevalenti oltre il 30% dei ricavi, alle cooperative e ai consorzi che operano solo verso soci o utenti, e ai soggetti appartenenti a un gruppo Iva. Restano esclusi anche i contribuenti che iniziano o cessano l’attività o che operano in condizioni non normali.
Un aggiornamento che incide sul profilo fiscale dei contribuenti
L’intervento del Mef non è un semplice aggiornamento tecnico: ridefinisce il modo in cui viene valutata l’affidabilità fiscale di imprese e professionisti. Con dati più recenti, criteri rivisti e territorialità aggiornate, gli Isa 2026 puntano a una fotografia più precisa dell’attività economica, influenzando direttamente l’accesso ai benefici premiali previsti dalla normativa.



