“Intervista spec(ch)iale” : Le “confessioni” di Pino D’Elia, giornalista di Radio Alfa



































Secondo appuntamento con la rubrica dedicata ai giornalisti del territorio.

Dopo la prima intervista a Pasquale Sorrentino del quotidiano “Il Mattino”, questa volta a raccontare un po’ di sè, della sua  attività e delle sue esperienze è Pino D’Elia giornalista e “storica” voce di Radio Alfa

  • Quando e come è iniziata la tua carriera giornalistica?

“Ho cominciato a lavorare a Radio Alfa circa 20 anni fa. All’inizio la mia attività consisteva nella lettura dei giornali radio e interventi di natura tecnica come la messa in onda degli stessi Gr, della musica e della pubblicità. Tenete presente che allora c’erano i dischi di vinile e si utilizzavano ancora le musicassette e le bobine per le trasmissioni notturne.
Intorno al 1995 la mia passione per il giornalismo si faceva sentire e ho iniziato il lavoro di redattore scrivendo e cercando le notizie. Poi sono arrivate le prime interviste e la collaborazione con il Giornale di Napoli, fermo restando il lavoro in radio.
Qualche anno più tardi mi sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, nell’elenco pubblicisti. Quasi tre anni fa, dopo tanti sacrifici e studio il tanto atteso esame di stato e l’iscrizione all’elenco Professionisti. Ho collaborato un paio d’anni anche per un’agenzia internazionale che forniva un notiziario quotidiano online agli italiani all’estero per conto del Ministero degli Esteri”







  • Quali le tue considerazioni in merito al panorama giornalistico valdianese?

“Credo che il Vallo di Diano abbia un numero di giornalisti o aspiranti tali che in proporzione al numero di abitanti sia tra i più alti dell’intera provincia.
E’ sicuramente positivo tutto questo fermento e questa voglia di intraprendere un lavoro molto bello, appassionante e anche sacrificante. Non tutti hanno però la fortuna di essere introdotti e guidati da buoni giornalisti o di fare esperienza in buone  e attrezzate redazioni. In questo modo purtroppo si favorisce l’improvvisazione e anche il precariato.
Ai giovani,
che sono veramente interessati al giornalismo, consiglio di studiare e di trovare una buona redazione per lavorare sul campo e farsi una buona formazione. Non pretendete subito. Fatevi prima apprezzare e valutare!”

  • Cosa pensi, invece, del contesto politico amministrativo locale?

“Questo è un settore che naturalmente non conosco dal di dentro ma solo da cittadino e giornalista. I nostri politici e amministratori sono apprezzabili, alcuni più di altri. Qualcuno dovrebbe scollarsi dalla poltrona e cambiare un po’ aria. Non abbiamo però una rappresentanza parlamentare nazionale espressa dal territorio e questo ci penalizza fortemente. Il caso Tribunale è un esempio lampante”

  • Cos’ha la radio in più e cosa in meno rispetto alla tv ed alla carta stampata. E quali devono essere le peculiarità di un buon giornalista radiofonico? 

“La Radio è uno strumento straordinario che mette in moto la fantasia ed è fruibile ovunque e immediatamente. Se sei un buon giornalista radiofonico lo puoi essere anche della Tv e della carta stampata. Farsi capire e saper comunicare alla radio è molto più difficile che sugli altri mezzi.
In tv hai il sostegno delle immagini che spesso valgono più di mille parole e sulla carta stampata hai molto più tempo per scrivere un pezzo. L’articolo del giornale può essere letto più volte se non compreso immediatamente. Alla radio la notizia passa una sola volta. Un buon giornalista radiofonico quindi deve farsi capire subito, essere sintetico ed avere una bella voce”

  • Qual è la notizia o l’argomento che sei stato più orgoglioso di dare o approfondire?

“Non è semplice rispondere a questa domanda. Tra gli eventi più importanti che mi piace aver trattato a Radio Alfa c’è sicuramente la visita a Salerno di Papa Giovanni Paolo II nel Settembre del 1999, in occasione dell’inaugurazione del Seminario Metropolitano a lui dedicato.
E poi le interviste a Ligabue e ai Pooh, ma ricordo con piacere anche quella al procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso incontrato a Padula in occasione del Premio Petrosino”

  • Quale, invece, il tema che ti è maggiormente “pesato” affrontare o che avresti volentieri evitato?

“Di eventi negativi che non avrei voluto affrontare ce ne sono tanti, ma sicuramente quello che più mi ha segnato è stata l’alluvione del 5 maggio 1998 che colpì Sarno, Siano, Bracigliano e Quindici. Furono giorni tremendi con il racconto della distruzione e la conta dei morti. Ricordo che le prime avvisaglie della tragedia le avevo avute nel primo pomeriggio del 5 maggio durante una telefonata ai Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Salerno che già riferivano di situazione molto difficile in tutto il territorio salernitano e nell’Agro nocerino.
Poche ore dopo la colata di fango che travolse tutto”

  • E la gaffe commessa o sfiorata?

Posso raccontare un episodio accaduto una delle prime volte in cui abbiamo cominciato a fare la rassegna stampa a Radio Alfa, verso la metà degli anni ’90: una mattina ero in diretta e sono rimasto senza fiato. Ho dovuto chiudere prima del previsto la diretta. Forse sarà capitato qualche altra volta, ma non come la prima. E’ una brutta sensazione”

  • Chi è il/la giornalista più bravo/a del Vallo di Diano?

“Non è facile rispondere e non sarebbe nemmeno delicato farlo, ma credo che non ce ne sia uno bravo/a  in assoluto. Ce ne sono alcuni con delle buone peculiarità”.

– Cono D’Elia – www.ondanews.it



































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