Il Comitato “Salute e Vita” ha reso note le tre lettere inviate al Direttore Generale dell’ASL di Salerno, al sindaco Vincenzo Napoli e ai consiglieri comunali di opposizione del Consiglio comunale di Salerno.

Nella lettera inviata al Direttore Generale dell’ASL “Salute e Vita”, di concerto con l’Associazione nazionale “Medicina Democratica”, chiede un incontro urgente al dottore Mario Iervolino, per discutere in merito all’inquinamento della Valle dell’Irno prodotto dall’attività siderurgica delle fonderie Pisano e relative vicende che coinvolgono l’ASL. Nello specifico, si chiedono “delucidazioni sul ruolo opaco e ambiguo che alcuni dirigenti dell’Ente hanno avuto in questi anni, provocando, nella pubblica opinione, dubbi sull’imparzialità e la reale volontà di tutela della vita umana da parte dell’Istituzione ASL di Salerno. A cominciare dalle dichiarazioni che l’attuale Direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, Arcangelo Saggese Tozzi, ha rilasciato alla stampa lo scorso 12 aprile, che all’inizio dei lavori di approfondimento del tavolo tecnico sulle Fonderie Pisano, ha tirato le sue conclusioni secondo le quali non sarebbe possibile ricondurre ad una causa specifica (cioè all’impianto siderurgico) i danni alla salute denunciati dai cittadini del territorio e che quindi il nesso di causalità sarebbe impossibile da dimostrare. Saggese Tozzi, rappresentante dell’ASL, avrebbe potuto avere un atteggiamento di maggiore sobrietà relativamente ad una vicenda che è attualmente al vaglio della Magistratura proprio nella valutazione del nesso di causalità, ma soprattutto, prima di fare dichiarazioni così nette, si dovrebbe documentare su due elementi che contraddicono direttamente le sue certezze, e cioè lo studio SPES e le relazioni dei Consulenti del Tribunale di Salerno depositate a conclusione dell’incidente probatorio nel processo penale in corso. Nel corso di tale fase del processo nessuno ha usato l’espressione impropria impossibile, ma sono utilizzati termini più corretti come ragionevole certezza del nesso di causalità in 4 casi, concreta possibilità con incidenza causale rilevante in 35 casi, incidenza causale modesta in 5 casi, ossia mera possibilità nell’esame di 44 cartelle cliniche sulle 50 esaminate. Ma queste del dottor Arcangelo Saggese Tozzi non sono le sue uniche dichiarazioni discutibili e purtroppo non rappresentano nemmeno un caso isolato, in quanto sono numerosi gli episodi che, in passato, hanno visto protagonisti dipendenti che a nostro giudizio non hanno dato un messaggio di trasparenza da parte dell’ASL di Salerno“.

Le Associazioni “Salute e Vita” e “Medicina Democratica” hanno fatto inoltre presente a Iervolino che la documentazione che testimonia che l’ASL fosse al corrente dell’inquinamento provocato dalle Fonderie Pisano risale almeno al 2008, così come le segnalazioni dell’allora assessore all’Ambiente del Comune di Salerno, Gerardo Calabrese, nel 2009 e nel 2010, in cui denunciava miasmi insopportabili a cui erano costretti i residenti della zona e sottolineava che c’erano problematiche (sicurezza sui luoghi di lavoro, tutela della salute pubblica, mancanza del Certificato di Prevenzione Incendi) in merito alle quali nemmeno gli organi competenti dell’ASL sono intervenuti prontamente.

Di fatto, negli anni – continua il presidente del Comitato, Lorenzo Fortesembrerebbe che l’ASL abbia avuto più di un’indicazione circa l’allarme creato dalle Fonderie, ma non si registra alcuna azione concreta da parte dell’Ente. Dal tavolo tecnico regionale di monitoraggio ambientale per il contenimento degli impatti prodotti dalla società Fonderie Pisano, istituito nel giugno 2014 dalla Regione Campania durante il mandato di Caldoro, in cui l’ASL di Salerno non invia alcun rappresentante all’incontro per presentare l’avvio di uno studio epidemiologico che avrebbe dovuto monitorare lo stato di salute della popolazione che vive nei territori limitrofi alla fonderia, in cui viene invitato anche il Comitato Salute e Vita nella primavera del 2016, ma del quale non si hanno avuto più notizie in merito, fino alla minimizzazione prima dei preoccupanti risultati parziali emersi dallo Studio SPES ed al silenzio poi in seguito alla pubblicazione dell’allarmante relazione finale dello stesso Studio SPES. I cittadini quindi auspicano una presenza attiva dell’ASL sul territorio ma in funzione di tutela della salute piuttosto che come improprio collegio di difesa degli interessi imprenditoriali e ribadiscono pertanto al Direttore Generale l’importanza di questo incontro, il cui scopo è anche quello di capire se la stessa, sulla base delle gravi sostanze classificate tossiche dalla scienza, quali per esempio il mercurio, il re dei metalli tossici, ha in programma di predisporre un piano di disintossicazione per i 30.000 residenti, rappresentati dai 400 soggetti arruolati scientificamente dallo Studio SPES“.

Nella lettera indirizzata al sindaco Vincenzo Napoli e, per conoscenza, all’assessore alle Politiche Ambientali, al Presidente della Commissione Trasparenza, all’assessore alla Trasparenza e ai Sindaci di Baronissi e Pellezzano, il presidente dell’Associazione “Salute e Vita” ha chiesto ancora una volta che, ai prossimi incontri del tavolo tecnico di approfondimento relativo alle Fonderie Pisano, il primo di questi previsto per il prossimo 18 maggio, possano sedersi anche i tecnici rappresentanti dei cittadini che hanno dato un contributo fondamentale a tutti gli accertamenti: “In un’ottica di partecipazione degli attori attivi in questa annosa vicenda, come Associazione Salute e Vita ci si chiede come sia possibile che a questo tavolo tecnico non sia stata chiesta la partecipazione dei sindaci dei vicini Comuni di Baronissi e Pellezzano, coinvolti dallo Studio SPES e dagli studi epidemiologici della Procura, che si sono costituiti contro le Fonderie Pisano e che pagano un prezzo alto (soprattutto il Comune di Pellezzano) in termini di salute. Inoltre si sottolinea l’amarezza alla lettura del verbale dell’incontro dello scorso 12 aprile, discutibile ed omissivo sotto molti punti di vista, a partire dallo stesso verbale (scritto a penna) che non riporta gli orari di ingresso e di uscita dei partecipanti, fino alle dichiarazioni parziali e telegrafiche degli interventi fatti“.

Forte chiede che si usi la procedura adottata nei Consigli comunali, ovvero la registrazione ed il successivo sbobinamento con trascrizione dei resoconti, unico modo per
garantire un percorso democratico e trasparente, altrimenti si rende sempre più palese che l’obiettivo non è trovare una soluzione e garantire la salute della popolazione, ma svolgere una funzione di difesa della famiglia Pisano. Nell’ultima lettera ci si rivolge invece ai consiglieri di opposizione del centrodestra del Comune di Salerno, nello specifico a Michele Sarno, Dante Santoro, Roberto Celano, Domenico Ventura e si chiede loro di prendere posizione: “Premettendo che altre opposizioni già si sono schierate, alla luce del gravissimo inquinamento ampiamente dimostrato nello Studio SPES, che ha fotografato il disastro ambientale con epicentro le Fonderie Pisano, alle cui conferme si sono aggiunte le relazioni peritali oncologiche e medico-legali da parte di professori di fama internazionale nominati dalla Procura di Salerno, ci si aspetta da tutti una decisa presa di posizione, anche a nome dei loro elettori, perché la tutela della salute non ha colore politico ed i cittadini della Valle dell’Irno, in particolar modo, non possono più attendere“.

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