
Il Tribunale del Riesame di Salerno ha confermato la pronuncia della Corte di Cassazione a favore del consigliere regionale Luca Cascone, annullando definitivamente il decreto con cui gli era stato contestato il reato di associazione per delinquere.
E’ stato inoltre annullato a suo carico il sequestro probatorio di tre cellulari e di un Notebook.
“Con il supporto decisivo del mio avvocato Cecchino Cacciatore abbiamo fatto un altro importante passo in avanti verso la definitiva risoluzione di una problematica che mi ha visto inaspettatamente coinvolto – scrive Cascone -. Come ho già detto in questi mesi è stato fatto un lavoro puntuale ed approfondito, giuridico e tecnico che ha posto le solide basi della difesa; lavoro che sappiamo essere non ancora finito e che si continuerà a fare con grande attenzione. Non posso che ripetere che resto tranquillo (anche se inevitabilmente ancora nervoso su questo argomento) e continuo ad attendere con serenità che gli organi inquirenti e la magistratura possano continuare le loro attività di approfondimento e verifica di tutti i documenti e le circostanze, per poter confermare la mia totale estraneità da tutto. Dopo tanti giorni di stress e preoccupazioni oggi è un giorno positivo: per me, per la mia famiglia e per tutti gli amici e le persone che mi (e ci) vogliono bene; aspettiamo ancora un po’ di tempo (che è galantuomo!) e le malelingue, che non mancano mai, dovranno riscrivere tutti i post carini che mi hanno dedicato… uno alla volta lo chiederemo a tutti”.
Luca Cascone è stato indagato in un filone di inchiesta relativo agli appalti per la Fondovalle Calore, per il completamento dell’Aversana e per il sottopasso ferroviario a Paestum e, subito dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia nell’ottobre dello scorso anno, ha rimesso la delega alle Infrastrutture. A gennaio il Tribunale del Riesame aveva rigettato il ricorso contro l’accusa di associazione a delinquere proposto dai suoi legali, mentre ad aprile scorso la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio il decreto con cui veniva contestato il reato.
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