
L’Associazione Luca Coscioni ha reso pubbliche le relazioni redatte dalle Aziende Sanitarie Locali in merito alle visite effettuate negli istituti penitenziari italiani. I documenti, ottenuti grazie a un accesso civico avviato lo scorso dicembre, costituiscono un primo passo per fare luce sulle condizioni delle carceri italiane.
Ad oggi solo 66 Asl hanno risposto fornendo documentazione. Nella maggior parte dei casi mancano però indicazioni su eventuali direttive regionali o sulle reazioni istituzionali alle criticità segnalate, aggravando un quadro già drammatico e rendendo difficile una valutazione efficace degli interventi messi in atto.
“Nella stragrande maggioranza dei casi – afferma l’Associazione – negli istituti di pena italiani non sono stati effettuati neanche interventi di ordinaria amministrazione, una negligenza che, già grave di per sé, si acuisce per il sovraffollamento di oltre il 134%”.
In Italia si contano 62.722 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 51.280 posti, dei quali 4.488 non disponibili portando così il tasso di sovraffollamento al 134,29%.
Tra le Regioni più attive nella trasmissione delle relazioni la Campania spicca per completezza, con documenti ricevuti da quasi tutte le Aziende Sanitarie Locali, ad eccezione dell’Asl Napoli 3 Sud e dell’Asl Benevento.
L’Associazione Luca Coscioni ribadisce che “la salute in carcere deve essere garantita come diritto” e, nel caso in cui le diffide non producano risultati, preannuncia ulteriori azioni per coinvolgere le autorità competenti regionali e cittadine, in conformità con la legge nazionale e gli obblighi internazionali dell’Italia.
Nello specifico l’Asl Salerno, attiva presso Salerno, Eboli e Vallo della Lucania, documenta gravi carenze persistenti nel Carcere di Fuorni, mentre segnala condizioni accettabili nelle altre due strutture.
L’Asl Avellino competente su quattro strutture (Avellino, Ariano Irpino, Lauro e Sant’Angelo dei Lombardi) evidenzia gravi criticità strutturali nei primi tre istituti, mentre si rilevano condizioni igieniche adeguate presso l’Icam di Lauro. L’Asl Caserta, nel comunicare sull’unica Rems presente, ha negato l’accesso agli atti riferiti alla struttura, citando motivi di riservatezza legati a indagini giudiziarie.
Le relazioni dell’Asl Napoli 1 Centro documentano le gravi condizioni igienico-sanitarie e di sovraffollamento cronico nelle carceri di Secondigliano e Poggioreale con episodi di rischio igienico, impianti obsoleti e assenza di ristrutturazioni urgenti. L’Asl Napoli 2 Nord, responsabile della casa circondariale femminile di Pozzuoli, segnala umidità, pareti scrostate e impianti deteriorati, pur riconoscendo uno stato generale discreto e lavori di ristrutturazione in corso.


