Tocca anche il territorio lucano l‘inchiesta partita dalla Procura di Paola ribattezzata “Appalti e massoneria” che nei giorni scorsi ha portato all’emissione di sei misure cautelari eseguite tra Calabria e Basilicata nei confronti di indagati accusati di associazione finalizzata per delinquere, reati contro la pubblica amministrazione e turbativa d’asta.

Si tratta di persone residenti a Terranova del Pollino, nel Potentino, e in Calabria a Belvedere Marittimo, Santa Domenica Talao e Tortora. Secondo le indagini, il presunto cartello sarebbe riuscito a turbare una procedura in corso a Moliterno riguardante l’affidamento di un incarico professionale per le verifiche dei livelli di vulnerabilità sismica dell’Istituto Tecnico Commerciale.

Secondo quanto riportato nei documenti dal gip di Paola, Maria Grazia Elia, alcuni indagati avrebbero “tramite collusioni consistite nell’accordarsi al fine di costituire un vero e proprio ‘cartello’ formato da due distinti gruppi di professionisti, i quali attraverso la presentazione di offerte precedentemente concordate miravano a determinare l’aggiudicazione degli appalti a una delle imprese della cordata”. In pratica, l’obiettivo, secondo l’accusa, era quello di presentare nelle gare più raggruppamenti possibili in modo da aumentare la probabilità di aggiudicarsi l’appalto.

L’incarico che tocca Moliterno, dove il Comune e l’amministrazione sono del tutto estranei alla vicenda, è di oltre 50mila euro. Gara che risulta essere stata giudicata, giusta determina, proprio a tre dei sei destinatari di misura cautelare. Le indagini, avviate cinque mesi fa, sono state portate avanti dai Carabinieri della Compagnia di Scalea e coordinate dalla Procura di Paola, diretta dal procuratore Pierpaolo Bruni.

Indagini che si sono avvalse di intercettazioni ambientali e telefoniche da parte dei militari sotto il Comando del Capitano Andrea Massari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*