Cambia il modo di discutere la tesi di laurea, online quasi ovunque, e c’è spazio nelle discussioni di tesi a temi che riguardano la sanità, la pandemia e, in questo caso, anche la gestione dei pazienti affetti da Covid-19 e dei rischi sanitari. Di questo ed altro hanno discusso i 23 studenti che hanno conseguito la Laurea in Scienze Infermieristiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore della sede di Villa d’Agri. La pandemia in corso lascia un segno anche sui laureandi, che approfondiscono il tema del virus e i tanti problemi legati all’emergenza sanitaria che da quasi un anno sta interessando il mondo.

Tra i nuovi dottori in infermieristica, anche persone di Tito, Potenza, Tramutola, Viggiano e Villa d’Agri. Lavori di tesi tutti molto interessanti, con alcuni temi attualissimi, come la percezione del rischio da parte del personale di assistenza con riferimento alla gestione dei pazienti Covid positivi e le problematiche sanitarie connesse al fenomeno della migrazione. Il livello scientifico è stato molto qualificato con diverse tesi sperimentali per la cui realizzazione è stato necessario effettuare indagini e studi sul “campo”, che hanno permesso di valorizzare le capacità e le competenze dei neodottori in Infermieristica.

A tutti è mancato il clima dell’applauso e degli abbracci, che si respirava durante la discussione in presenza e con l’emozione della proclamazione. Quest’ultima non mancata assolutamente.

Nella commissione di esame, che si è riunita presso la sede della segreteria dei corsi di laurea da dove ha potuto svolgere i lavori, anche il dott. Bruno Masino, docente di Epidemiologia, Igiene e problemi prioritari di Salute, già Direttore Sanitario dell’ospedale di Villa d’Agri, insieme ai docenti Alessandro Sgambato, Giuseppe Cardone e Saverio Iannella, supportati dalla segreteria curata da Marinetta Di Tolla.

Tra i 23 nuovi dottori in Infermieristica, si sono distinte due lucane: Enza Melfi e Mariangela Todaro, di Villa d’Agri e San Costantino Albanese, con il voto di 110 e lode. Visto il periodo, per i neolaureati si apriranno opportunità di lavoro importanti per rafforzare gli organici delle strutture sanitarie in difficoltà a causa della pandemia.

– Claudio Buono –

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