Con l’imminente riapertura delle scuole molte famiglie dovranno affrontare la problematica pidocchi.

Spesso si parla di epidemia perché il problema assume il carattere di una vera emergenza in quanto il bambino rischia di essere emarginato e discriminato, provando vergogna e disagio. In molti pensano che l’infestazione sia dovuta da scarsa igiene personale, ma è un mito da sfatare. La pediculosi del capo è un’infestazione provocata da pidocchi, piccoli parassiti di colore bianco grigiastro che causa prurito intenso. Il pidocchio depone le proprie uova (lendini) alla radice dei capelli grazie ad una colla resistentissima.

Queste ultime sono molto piccole, di colore bianco e si schiudono in circa 7 giorni. Proprio per il loro aspetto le lendini possono essere confuse con la forfora ma a differenza di quest’ultima sono difficili da staccare.

I pidocchi sono piccoli e senza ali, dalle dimensioni di circa 3 mm, e sono ancorati ai capelli. Si diffondono rapidamente e si riproducono ogni 7- 10 giorni. Si nutrono del sangue del cuoio capelluto, ma al di fuori del loro ambiente sopravvivono al massimo 3 giorni mentre le lendini anche fino a 6 giorni. I pidocchi ovviamente possono invadere tutto il cuoio capelluto ma li troviamo localizzati soprattutto sulla nuca e dietro le orecchie. Al contrario di quanto si crede, il pidocchio non salta e non vola. La trasmissione avviene tra persona e persona sia per contatto diretto, sia indiretto attraverso la condivisione di spazzole, cappelli, asciugamani, sciarpe, cuscini. Mettetevi l’anima in pace, non esistono soluzioni facili e veloci. Il miglior modo in assoluto per rimuoverli è quello manuale. Il pettine a denti stretti è il metodo che ne elimina di più. Ispezionate bene tutto il capo, spostando ciocca per ciocca, magari aiutarsi con una lente di ingrandimento, guardare bene dietro la nuca e dietro le orecchie. Se si vede qualcosa di bianco provate a rimuoverlo con la mano, se fa fatica a staccarsi, mi dispiace per voi ma vostro figlio ha preso i pidocchi. Come prima cosa bisogna ricoprire la testa di balsamo, in modo da far morire i pidocchi soffocati, lasciarlo in posa e pettinarli in modo da raccogliere quanti più insetti possibili. Esistono prodotti specifici che vanno utilizzati per il trattamento dell’infestazione e non per prevenirla, in modo da ridurre casi di resistenza ai prodotti e possibili reazioni irritative. I trattamenti per uso locale si trovano in commercio sotto forma di shampoo, lozioni, gel e mousse.

I più utilizzati contengono sostanze chimiche, il Malathion che è in grado di far morire rapidamente sia lendini che pidocchi ed è sconsigliato l’utilizzo sotto i 6 anni, e la Permetrina che ha una buona efficacia sul pidocchio ma non sulle lendini, sconsiglio sotto i sei mesi di età. Nel caso in cui utilizziate uno di questi prodotti specifici è bene ripetere il trattamento dopo 7-10 giorni (il tempo necessario alle lendini di schiudersi); potete aiutarvi con un risciacquo con acqua e aceto, questo faciliterà il distacco della colla che tiene saldamente le uova al capello. Sono disponibili in commercio anche le piretrine naturali a base di olio di neem, controindicate negli allergici al crisantemo, sebbene le moderne tecniche di estrazione minimizzino questa possibilità e sono disponibili solo sotto forma di shampoo e di mousse. Non uccidono però tutte le uova e, per tale ragione, è consigliabile ripetere l’applicazione più volte anche dopo 3 giorni. Maggiori informazioni potete trovarle su sito del Ministero della Salute.

Disinfettate le lenzuola, cuscini, sciarpe o cappelli lavandoli in acqua calda o a secco o tenuti all’aria aperta per 48 ore (i pidocchi non sopravvivono a lungo lontani dal cuoio capelluto). Bisogna sempre ispezionare il capo, serve ad avere la certezza che non ci sia più l’infestazione in modo da evitare il ripetersi di inutili trattamenti. Un ultimo piccolo consiglio: tagliare i capelli (o rasarli) non risolve il problema, facilita solo la rimozione meccanica, perciò se vostra figlia o vostro figlio hanno i capelli lunghi mandateli a scuola con i capelli legati!

– Monica T. Gallo –

 

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