Il Parco archeologico di Paestum e il Cilento sono stati i protagonisti, questa mattina, del programma “Linea Verde”, in onda ogni domenica su Rai 1. Beppe Convertini, Ingrid Muccitelli e Peppone si sono mossi tra paesaggi marittimi e templi risalenti all’antica Grecia, dall’Area Marina Protetta Santa Maria di Castellabate, con i suoi 19 chilometri di costa, al Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Francesco De Luca di Teggiano, responsabile AMP, nello splendido scenario della costa Cilentana, ha illustrato come l’area marina sia sottoposta a diversi regimi di tutela partendo dal cuore pulsante della zona, il posto in cui le specie si riproducono indisturbate per poi propagarsi nelle zone limitrofe. “Il flysch – ha spiegato -, la roccia del Cilento, è un insieme di varie stratificazioni sedimentarie diverse sia per la struttura che per la composizione. Ed è proprio questa diversità, più sensibile all’effetto dell’erosione costiera, che crea le famose spaccature“. Non è mancata l’attenzione per la flora e la fauna che caratterizzano il mare cilentano: la triglia rossa di Castellabate, che assume questo colore perché si nutre di crostacei, e, nei fondali, le vaste praterie di posidonia oceanica.

Beppe Convertini è stato, invece, accompagnato da Gabriel Zuchtriegel nel Parco Archeologico di Paestum, da lui diretto. Uno spettacolo davvero unico al mondo, le rovine di Paestum, con i templi perfettamente conservati, una città che tra il VI e il V secolo ha avuto il suo massimo splendore con il nome di Poseidonia. Nel 273 a.C. furono i romani a darle il nome che tutt’oggi viene usato. “Con i romani cambia moltissimo la fisionomia della città – spiega Zuchtriegel -, i templi rimangono in uso ma l’agorà, tutto lo spazio pubblico e politico, diventa un foro per l’élite romana. I templi quindi continuano a vivere, ad essere frequentati, ma si ha un enorme cambiamento sociale e politico“.

Il Parco archeologico di Paestum del ’98 diventa sito Unesco ed è riconosciuto come quello meglio conservato tra la città della Magna Grecia, con i suoi 440mila visitatori ogni anno, con tendenza crescente.

Ma non solo storia e cultura in questa puntata di Linea Verde. Ci si è soffermati anche sui magnifici vigneti cilentani e le aziende bufaline, dove viene prodotto il famoso latte di bufala campana con il quale vengono fatte le mozzarelle che ritroviamo sulle tavole di tutto il mondo, ma anche sulla vita dei pescatori che spesso si ritrovano tutti insieme a cucinare in allegria il pescato del giorno.

– Paola Federico –

Un commento

  1. Il Vallo di Diano non è stato mai citato, neanche quando è stato nominato il Parco nazionale del Cilento e basta.

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