
Lunedì 29 settembre si celebra la Giornata del cuore, volta a sensibilizzare sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Presso il “San Carlo” di Potenza a partire dalle ore 16.00 si terrà un evento con professionisti del settore.
L’associazione “Amici del cuore”, che cura la giornata, ha scelto come titolo “Per un cuore sano… tu cosa fai?”, una frase che vuole essere un richiamo ad un senso di responsabilità che ognuno di noi dovrebbe nutrire verso la propria salute, non affidando solo ai farmaci la cura della malattia ma anche e soprattutto a sé stessi mettendo in atto corretti stili di vita e correggendo tutti i fattori di rischio individuali.
Le malattie cardiovascolari, infatti, rappresentano la prima causa di ricovero ospedaliero e di mortalità nel mondo con 18 milioni di decessi ogni anno. Patologie spesso silenziose ma altamente importanti che possono colpire donne e uomini di tutte le età e la cui incidenza è in costante aumento. Si prevede nel 2030 una mortalità di 24 milioni di persone a causa dell’invecchiamento della popolazione, dell’alimentazione e dello stress.
Il programma di lunedì prevede la relazione introduttiva di Antonio Lopizzo, presidente dell’associazione potentina “Amici del cuore”, a cui seguiranno i saluti del Direttore generale dell’AOR “San Carlo” Giuseppe Spera, del sindaco della città di Potenza Vincenzo Telesca, dell’Arcivescovo Metropolita di Potenza Monsignor Davide Carbonaro, del presidente della Società Italiana di Cardiologia di Puglia e Basilicata Eugenio Stabile, del direttore dell’U.O.C. di Cardiochirurgia Gabriele Giunti, della presidente dell’associazione dei Cardiologi Ospedalieri della Basilicata Maria Maddalena De Francesco e della direttrice della Caritas Diocesana Marina Buoncristiano. Concluderà l’incontro l’assessore regionale alla Sanità e Politiche della Persona Cosimo Latronico.
Quest’anno l’associazione potentina “Amici del cuore” festeggia anche il 25° anniversario della sua fondazione. Gli scopi originari dell’Associazione furono e sono tuttora quelli di stimolare e facilitare i pazienti dimessi dalla fase acuta della malattia a proseguire i programmi di prevenzione delle malattie cardiovascolari, di sostenere i bisogni dei pazienti più disagiati economicamente e di diffondere, soprattutto fra i giovani, la cultura della prevenzione.


