
Il vernacolo teggianese presente quest’anno con ben due raccolte di poesie al Salone del Libro di Torino. La 37^ edizione che si concluderà il 19 maggio ospita, infatti, nella vetrina più importante del libro e della cultura le raccolte “Na spera ri solu” di Salvatore Gallo e “Pinzanni, pinzanni” di Enza Morena.
“Il ringraziamento speciale va al nostro editore Giuseppe De Nicola – dicono entrambi gli scrittori teggianesi – Essere presenti nella fiera del libro più importante d’Italia, oltre che un onore, rappresenta per noi una grandissima emozione che vorremmo condividere con l’intera comunità di Teggiano“.
E’ la prima volta, infatti, che il dialetto teggianese riesce ad imporsi in maniera così dirompente oltre i confini regionali, a dimostrazione della validità del lavoro portato avanti dall’Associazione “More dianense” che, presieduta dal dialettologo teggianese Vincenzo Andriuolo, si propone di valorizzare, in maniera scientificamente seria, quella che viene addirittura definita “la lingua teggianese”.
Vincenzo Andriuolo, infatti, assieme a Salvatore Gallo e a Cono Cimino è da due anni impegnato nel proporre lo studio del dialetto nelle scuole secondarie di I grado di Teggiano con l’avallo dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Michele Di Candia. Il dialetto di Teggiano è diventato materia di studio all’Università di Salerno.
“La presenza al Salone del Libro di Torino delle raccolte di poesie in vernacolo teggianese di Salvatore Gallo e di Enza Morena – ha riferito Vincenzo Andriuolo – rappresenta per tutti noi un grandissimo onore e ci impegna, ancora di più, a proseguire con sempre maggior impegno nella strada intrapresa, tesa a valorizzare e a promuovere tra le nuove generazioni la nostra cultura, di cui il dialetto è la parte più importante e più significativa di cui dobbiamo salvaguardare assolutamente le tracce“.


