Non si è del tutto risolta la vertenza dei lavoratori precari dell’Azienda Ospedaliera “San Carlo” di Potenza che rischiano il licenziamento. Non basta infatti l’individuazione da parte dell’Assessore Leone di una risorsa economica del Fondo Sanitario Regionale, pari a 376.247 euro, utili a garantire una proroga per il mese di dicembre.

Tale risoluzione – precisano i 43 lavoratori precari che dal primo dicembre si ritroveranno senza stipendio –  non riguarda tutti i precari. Restano fuori coloro i quali hanno un rapporto di lavoro con l’Azienda ospedaliera superiore ai 36 mesi“.

In rappresentanza dei 43 lavoratori, Maria Giovanna Palladino, Angela Falivena, Teresa Violante Mancuso, Pasquale Vaglio, Lucia Russo, Adriana Cillis, Salvatore Sabia, Rocco Galasso e Vincenzo Pace hanno incontrato questa mattina i rappresentanti delle sigle sindacali per cercare di trovare una soluzione. All’incontro anche il Ministro della Salute Roberto Speranza, a Potenza per l’inaugurazione dell’Anno accademico dell’Università degli Studi della Basilicata.

Contattata da Ondanews, Maria Giovanna Palladino ha affermato che i 43 precari hanno ricevuto rassicurazioni dal Ministro Speranza in merito alla stabilizzazione dei precari. Intanto i rappresentanti dei 43 lavoratori sono stati convocati per un incontro in Regione che si terrà martedì prossimo, al fine di verificare la possibilità di una proroga per il mese di dicembre anche per coloro che hanno un rapporto di lavoro con il “San Carlo” superiore ai 36 mesi.

Non siamo figli di un Dio minore – si legge in una nota diffusa dai 43 precari – . Per noi non è prevista nessuna proroga e non sono state ritirate le lettere di licenziamento. Praticamente dal primo dicembre prossimo siamo senza lavoro. Rivendichiamo gli stessi diritti e chiediamo che anche per noi vengano fatti tutti gli sforzi al fine di arrivare a una soluzione. Non è giusto che per noi che abbiamo lavorato per più di 36 mesi consecutivi al San Carlo ci sia il licenziamento in tronco. Fatto ancora più grave è che tra i licenziati c’è anche una donna in stato di Maternità post parto. Metteremo in campo tutte le azioni possibili per tutelare i nostri diritti da lavoratori e da cittadini“.

Antonella D’Alto

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