Il Parlamento sta votando la conversione in legge del decreto entrato in vigore il 6 agosto e oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto che impone la certificazione per i lavoratori della scuola, dell’università e le Rsa.

Il decreto prevede quindi l’obbligo del Green Pass per i lavoratori che entrano nelle scuole, università e nelle Rsa e si riferisce in particolare ai dipendenti delle ditte di pulizia, delle mense e chi deve effettuare lavori di manutenzione.

Fino al 31 dicembre 2021, cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede a tutte le strutture delle Istituzioni scolastiche, educative e formative, deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde Covid-19“. E’ quanto si legge nella bozza del decreto.

I controlli spettano ai dirigenti scolastici e nel caso di personale esterno alle scuole, anche ai rispettivi datori di lavoro. Questa disposizione vale anche per le Università.

La disposizione “non si applica ai bambini, agli alunni e agli studenti nonché ai frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori” e “ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute“.

Nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica sul rispetto delle prescrizioni”, oltre che dai dirigenti scolastici “deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro”.

Nella norma sulle Rsa è scritto che “dal 10 ottobre 2021, fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, l’obbligo vaccinale previsto si applica altresì a tutti i soggetti anche esterni che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa nelle strutture Rsa”.

Il personale che lavora in ambito scolastico, universitario e delle Rsa che verrà trovato a seguito dei controlli senza il green pass sarà punito con una sanzione che va da 400 ai 1000 euro. La sanzione, quindi, sarà applicata sia ai lavoratori che non avranno la certificazione sia ai dirigenti e ai datori di lavoro ai quali sono demandati i controlli.

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