“Garantire la geolocalizzazione anche in ricordo di Simon Gautier”. L’appello del 118 al Governo



































Un accorato appello giunge dalla Società italiana 118 al premier Giuseppe Conte e al ministro dello Sviluppo economico Patuanelli affinchè il primo provvedimento del nuovo Governo garantisca ai cittadini che tutte le Centrali Operative 118 siano dotate di un efficace sistema di geolocalizzazione.

L’iniziativa si collega al ricordo di Simon Gautier, lo studente francese di 27 anni caduto in una scarpata a San Giovanni a Piro e recuperato senza vita 9 giorni dopo.







“La geolocalizzazione ha valore cruciale perchè consente l’immediata attivazione del soccorso per chi si trovi in pericolo di vita in scenari di difficile individuazione –  scrive il presidente del 118 Mario Balzanelli nella lettera inviata a Conte e Patuanelli – nel 2009 l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Ue perchè, pur avendo recepito la normativa europea non aveva di fatto applicato la procedura per il sistema di emergenza sanitario. Con il Decreto di nove anni fa il ministero dello Sviluppo Economico ha sancito che le Centrali Operative 118 del Paese vengano dotate del sistema di geolocalizzazione della persona che chiama”.

Il presidente del 118 sottolinea inoltre che a quasi trenta anni dall’istituzione del numero 112, gran parte delle regioni italiane non sono ancora coperte dal numero unico per l’emergenza, e dove è attivo non è possibile effettuare la geolocalizzazione. Allo stesso tempo, a più di nove anni dall’istituzione dell’obbligo di dotazione del sistema di geolocalizzazione, nessuna delle Centrali Operative ne è dotata.

“Questa assurda, omissiva carenza ha sortito i suoi effetti nel caso del giovane escursionista francese Simon Gautier – conclude – che il 9 agosto dopo essere caduto in un dirupo ha chiesto aiuto con una telefonata al 118. Simon non è stato in grado di fornire indicazioni sulla sua posizione e l’operatore del 118 ha risposto che non era in grado di effettuare la geolocalizzazione per attivare i soccorsi. Indipendentemente dalla gravità obiettiva del trauma e delle lesioni, è indubbio che Simon avesse tutto il diritto di essere localizzato e soccorso con immediatezza e non ritrovato dopo 9 giorni”.

– Claudia Monaco –


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