Staccarsi dalla Campania per unire il Cilento ed il Vallo di Diano alla provincia di Potenza. Questo l’obiettivo del progetto “Grande Lucania”, nato circa 10 anni fa, anche attraverso la creazione di appositi comitati comprensoriali.

Un piano ambizioso che fondava le proprie basi sul fatto che, anticamente, il territorio relativo alla Lucania comprendeva anche il Vallo di Diano ed il Cilento.

Sono state una ventina, nel tempole amministrazioni comunali che hanno deliberato a favore del quesito referendario da sottoporre ai cittadini, per separare il proprio Comune dalla Campania.

Nel corso degli anni, tuttavia, l’iniziativa ha subìto diverse frenate e ad oggi non si sa bene quale sia lo stato delle cose. Ma perché si è interrotto il progetto “Grande Lucania”?

Abbiamo provato a chiederlo ai responsabili ed ai promotori del Comitato del Vallo di Diano, tra cui Tiziana Bove Ferrigno, assessore comunale di Padula, ma senza ottenere grandi risultati.

Un progetto che, nonostante non risulti più “attuale”, riscuote ancora il gradimento di alcuni sindaci del territorio. Lo abbiamo visto anche attraverso la rubrica di Ondanews “Sei domande secche ai sindaci” nella quale, tra le altre cose, si chiedeva di scegliere tra l’unione alla Basilicata ed il progetto “Città Vallo”.

Insomma, diverse domande e poche risposte. E la netta sensazione che di “Grande Lucania” non si sentirà più parlare.

 Cono D’Elia


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