
“Dottore, possibile che ogni estate mi senta più debole, più stanco e che mi venga sempre qualche acciacco?”.
Questa è una frase che sento spesso tra giugno e agosto. Molte persone attribuiscono tutto al caldo. E in parte hanno ragione. Le alte temperature affaticano l’organismo, modificano il sonno, cambiano le abitudini alimentari e aumentano il lavoro che il corpo deve svolgere per mantenere stabile la temperatura interna. Ma dietro quella sensazione di maggiore vulnerabilità che alcune persone sperimentano durante l’estate esiste spesso una spiegazione meno conosciuta.
Qualche settimana fa è entrato in farmacia un uomo di 52 anni. Persona attiva, lavoro intenso, nessuna particolare patologia. Mi raccontò che ogni estate viveva una situazione simile. Maggiore stanchezza, recupero più lento dopo gli sforzi, piccoli disturbi che sembravano comparire più facilmente e una sensazione generale di minore resistenza fisica. Mi disse una frase che mi colpì molto: “È come se il mio corpo diventasse meno forte proprio quando dovrei stare meglio”.
Parlando insieme emerse un dettaglio interessante. Sudava moltissimo. Da sempre. Bastava una giornata calda, una passeggiata o qualche ora di lavoro per ritrovarsi completamente bagnato. Non ci aveva mai dato peso. Pensava fosse semplicemente una caratteristica personale. In realtà la sudorazione è un fenomeno molto più importante di quanto immaginiamo.
Quando sudiamo, il corpo non perde soltanto acqua. Insieme al sudore perdiamo anche una quantità variabile di sali minerali e oligoelementi fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo. Tra questi ce n’è uno che troppo spesso viene dimenticato: lo zinco.
Lo zinco è un micronutriente indispensabile per centinaia di reazioni biologiche. Partecipa al funzionamento del sistema immunitario, alla produzione di energia cellulare, ai processi di riparazione dei tessuti, alla salute della pelle e persino alla capacità dell’organismo di adattarsi agli stress quotidiani. Il problema è che molte persone arrivano all’estate già con riserve non ottimali e continuano a perderne ulteriormente attraverso la sudorazione. Naturalmente non basta una giornata di caldo per creare una carenza. Ma quando per settimane si sommano sudorazione abbondante, alimentazione poco equilibrata, stress e recupero insufficiente, il corpo può iniziare a manifestare piccoli segnali. Ed è qui che il farmacista di famiglia deve imparare ad ascoltare.
Perché spesso il cliente non arriva dicendo “ho poco zinco” ma arriva dicendo “mi sento più stanco” oppure “mi ammalo facilmente” o ancora “le piccole ferite impiegano più tempo a guarire”. Sono segnali apparentemente scollegati che invece raccontano una storia comune.
Molte persone non sanno che il sistema immunitario è uno dei più grandi consumatori di nutrienti dell’organismo. Ogni volta che deve difenderci da virus, batteri, infiammazione o stress ossidativo aumenta il proprio fabbisogno di alcune sostanze fondamentali. Lo zinco è una di queste.
C’è poi un altro aspetto che spesso sottovalutiamo. Lo stress. Quando attraversiamo periodi di pressione continua, il corpo modifica il proprio metabolismo. Aumenta il consumo di risorse, cresce la produzione di radicali liberi e il sistema immunitario deve lavorare di più. È come avere una macchina che continua a percorrere chilometri senza fare manutenzione. Il risultato è che molte persone arrivano all’estate già biologicamente affaticate. A questo punto arriva il caldo. Il sonno peggiora. La sudorazione aumenta. L’appetito cambia. Molti saltano pasti o mangiano in modo disordinato. Ed è proprio in questo momento che iniziano ad emergere sintomi che durante l’inverno erano rimasti nascosti.
Uno degli errori più comuni che vedo fare è concentrarsi esclusivamente sull’acqua. Certamente bere è fondamentale. Ma l’idratazione non significa soltanto assumere liquidi. Significa mantenere il corretto equilibrio tra acqua, sali minerali e nutrienti necessari al funzionamento dell’organismo.
Anche l’alimentazione può fare una differenza enorme. Alimenti come pesce, uova, carne magra, legumi, semi oleosi e frutta secca rappresentano importanti fonti alimentari di zinco. Una dieta varia e ricca di nutrienti aiuta il corpo a compensare le perdite fisiologiche e a mantenere efficiente il sistema immunitario.
Naturalmente esistono situazioni in cui può essere utile un supporto integrativo. In persone particolarmente stressate, soggette a intensa sudorazione o con aumentato fabbisogno nutrizionale, un’integrazione ragionata di zinco può rappresentare un valido aiuto. Non perché sia una sostanza miracolosa, ma perché fornisce all’organismo uno strumento necessario per svolgere correttamente il proprio lavoro.
Accanto allo zinco può essere utile sostenere l’intero equilibrio dell’organismo. Alcuni nutrienti coinvolti nella produzione energetica cellulare aiutano il corpo a recuperare meglio. Il magnesio, ad esempio, contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e aiuta a contrastare quella sensazione di affaticamento che molte persone avvertono nei mesi estivi.
C’è poi un aspetto che considero fondamentale: il recupero. Dormire bene non è un lusso. È uno dei principali strumenti di protezione immunitaria che possediamo. Durante il sonno il corpo ripara tessuti, regola l’infiammazione e coordina gran parte delle attività del sistema immunitario.
Per questo motivo, quando una persona mi racconta di sentirsi più vulnerabile in estate, non guardo soltanto alla sua alimentazione. Guardo alla qualità del sonno, al livello di stress, all’attività fisica, all’idratazione e alla capacità complessiva dell’organismo di recuperare. Il messaggio più importante che vorrei lasciarti è semplice: la sudorazione non è un nemico. È uno straordinario sistema di difesa che il corpo utilizza per proteggersi dal caldo. Ma come ogni meccanismo biologico comporta anche delle conseguenze che meritano attenzione.
Se durante l’estate ti senti più stanco, meno resistente, più vulnerabile o hai la sensazione di recuperare con maggiore difficoltà, non pensare che sia soltanto colpa delle temperature. Potrebbe essere il segnale che il tuo organismo sta consumando più risorse di quelle che riesce a reintegrare.
Se ti riconosci in queste parole, passa in farmacia.


