Il carciofo di Gerusalemme, detto anche Topinambur, viene utilizzato nel Nord Europa ed in Asia in sostituzione della patata, soprattutto nelle minestre, presentando un’identica consistenza ma con un gusto più dolce e di sapore particolare. I tuberi di H. tuberosus contengono inulina, potassio, ferro, niacina, tiamina, fosforo, rame e manganese.

L’inulina appartiene ad un gruppo di oligosaccaridi contenenti fruttosio. Le inuline sono parzialmente digerite nell’intestino tenue dove vengono fermentate da un ristretto numero di batteri colonici. Tutto ciò modifica l’ecosistema colonico a favore di alcuni batteri, come ad esempio i bifidobatteri, il che porta degli effetti salutari all’organismo. Sostanze come l’inulina, che promuovono la crescita dei batteri “positivi” nel lume del colon, sono considerate prebiotiche. L’inulina può mostrare azione antimicrobica, ipolipidemica ed ipoglicemica. Può, inoltre, aiutare a migliorare l’assorbimento dei minerali e mostrare proprietà anti-osteoporotica.

Infatti, in seguito alla fermentazione batterica dell’inulina nel colon, si formano alcuni acidi grassi a catena corta, quali il butirrato o il propionato che possono facilitare l’assorbimento nel colon di calcio e questo potrebbe prevenire l’osteoporosi e l’osteopenia. Diversi studi mostrano inoltre che il propionato inibisce la HMC (idrossimetilglutaril-CoA-reduttasi) l’enzima coinvolto nella sintesi del colesterolo nel fegato. Altri studi suggeriscono che l’inulina riduce i livelli ematici di glucosio con più meccanismi: ritardato svuotamento gastrico, aumentato transito intestinale ed inibizione della gluconeogenesi.

Ma è l’azione sull’intestino del carciofo di Gerusalemme quella più importante. Come detto l’inulina incrementa, infatti, la crescita dei batteri “buoni”, i bifidobatteri ed i lattobacilli, con conseguente inibizione della crescita dei batteri “cattivi”, come i Clostridi o l’Escherichia coli. Gli effetti benefici dell’inulina possono essere incrementati con l’uso contemporaneo di probiotici che consentono l’assunzione di batteri lattici vivi. Per questo oggi si utilizzano molto i simbiotici, cioè un’associazione prebiotico/probiotico, per migliorare le funzioni dell’intestino. Una volta ingerito, il topinambur può provocare un blando effetto lassativo in quanto facilita la crescita della massa fecale globale, richiama acqua e distende le anse. Grazie a questo blando effetto lassativo il topinambur può essere utile per curare e/o prevenire la stipsi funzionale.

In conclusione i tuberi del carciofo di Gerusalemme sono utili nei casi di stipsi funzionale, ipercolesterolemia e iperglicemia. E’ ben tollerato: in virtù della sua azione fisiologica promuove e favorisce il transito intestinale senza irritare la mucosa intestinale.

Bibliografia: www.greenme.it – www.melarossa.it

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