Originario delle zone marine tropicali e sub-tropicali, dove cresce spontaneo, il cocco è una pianta meravigliosa, ben presente nel nostro immaginario collettivo. La polpa fresca della noce di cocco è composta di acqua, fibre, zuccheri e, per il 34%, di lipidi. Tra i sali minerali contiene ferro, potassio, rame, zinco, magnesio, fosforo e sodio, oltre a vitamine B e C.

Dalla polpa si ottiene l’olio di cocco, con due procedimenti ben definiti. L’olio di cocco RBD si ottiene dalla polpa essiccata a 100°C, polverizzata, pressata a caldo ed estratta con solventi. Il grasso ottenuto viene poi raffinato, sbiancato e deodorizzato. L’olio di cocco vergine, o VCO, si ottiene invece per pressatura e centrifugazione, senza impiego di sostanze chimiche e a temperatura più bassa. Va da sé che quest’ultimo è il migliore perché mantiene inalterate le proprietà e le caratteristiche organolettiche. Contiene, infatti, vitamina E e polifenoli antiossidanti ed antinfiammatori. Di colore bianco avorio ha un punto di fusione a 25 °C e sotto i 20°C si solidifica formando il burro di cocco.

L’olio di cocco è usato in cosmesi. Emolliente, antinfiammatorio e antiaging, è l’unguento ideale per la pelle secca, arrossata, rugosa e grassa. Psoriasi, dermatite atopica ed eczema, acne trovano giovamento dalla sua applicazione.

Rappresenta un balsamo sicuro per i capelli, in quanto li ammorbidisce e condiziona il cuoio capelluto. Usandolo nel pre-lavaggio, l’olio di cocco aiuta a ridurre o elimina la forfora. Previene l’ingrigimento dei capelli e li rende sani e lucenti. Usato come impacco prima del lavaggio e dopo come districante riduce la perdita di proteine sia nel capello danneggiato che in quello sano. Infatti ha una grande affinità per le proteine del capello e riesce a penetrare agevolmente nel fusto grazie al basso peso molecolare e alla catena lineare.

L’olio di cocco si usa per la preparazione di saponi che producono molta schiuma e sono naturalmente antibatterici. Uno studio del 2019 conferma le proprietà emollienti ed antinfettive dell’olio di cocco. Nello specifico, è l’acido laurico contenuto nell’olio il responsabile dell’attività antibatterica, mentre l’acido caprico ha attività antimicotica.

Infine, rappresenta la più antica lozione solare, usata da sempre dagli abitanti dei Tropici per non scottarsi al sole. L’olio di cocco è inserito nelle formulazioni di abbronzanti perché funziona come antiossidante e scavenger contro i radicali liberi. Uno studio coreano del 2017 dimostra la sua attività contro l’infiammazione prodotta da irradiazione UVB.

In definitiva, l’olio di cocco ripara la barriera cutanea, mostra interessanti proprietà antibatteriche, antiossidanti, antinfiammatorie, antiaging, accelera la guarigione delle ferite e protegge dagli UVB.

Bibliografia: L’Erborista aprile 2020

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