La gotta è sostanzialmente un’infiammazione delle articolazioni che può manifestarsi in forti attacchi e gonfiori ricorrenti. Spesso i sintomi più comuni investono i piedi e coinvolgono un dito specifico che tende a essere l’alluce, il quale può gonfiarsi notevolmente in poche ore. La gotta può interessare anche altre articolazioni come ginocchia e gomiti, o più articolazioni simultaneamente.

Le cause della gotta possono essere diverse. Questa è più frequente negli uomini che nelle donne e un tempo era nota anche come la malattia dei ricchi, perché causata da eccessi di cibo e alcool.  Infatti, sebbene ci sia una fattore ereditario da non trascurare, l’insorgenza della gotta è spesso dovuta ad eccessi di proteine e carboidrati, ma anche allo stress e alla mancanza di esercizio fisico.

C’è una diretta correlazione tra i cibi che consumiamo e la gotta. La relazione si deve all’acido urico: l’aumento di acido urico nel sangue è oggi considerato una patologia dismetabolica alla stessa stregua dell’ipercolesterolemia e dell’iperglicemia. Il più delle volte questo disturbo si deve a un eccesso proteico importante, soprattutto di proteine animali, derivato dal consumo poco moderato di carni rosse, pesci grassi, lievito, organi interni, ma anche da un eccesso di alcool, soprattutto birra, carboidrati.

Molto indicati nel trattamento della gotta sono i giovani getti di equiseto oppure le gemme di betulla o di frassino:  sono tutte sostanze conosciute per la loro azione antiuricemica in grado di agire sia sul sistema osteoarticolare che sul sistema urinario.

In particolare, le foglie di betulla sono utilizzate in fitoterapia per le proprietà diuretiche e depurative, conferite dai flavonoidi, ossidi sesquitepenici, tannini, Vitamina C, acido betulinico, clorogenico e caffeico, resine e olii essenziali. L’azione depurativa è coadiuvata da quella diuretica. L’incremento di emissione di urina facilita l’eliminazione dell’acqua e delle sostanze in eccesso, accumulate nell’organismo, come il colesterolo e gli acidi urici che provocano reumatismi e gotta. La linfa di betulla, conosciuta anche come Betula verrucosa linfa, da cui si estrae il gemmoderivato, contiene due eterosidi capaci di liberare per via enzimatica salicilato di metile ad attività analgesica e antiinfiammatoria.

Anche il Fraxinus Excelsior, il frassino, è una pianta ben conosciuta in fitoterapia. In gemmoterapia vengono utilizzate solo le gemme nella preparazione del macerato glicerico, usato per la sua attività uricosurica, diuretica, ipocolesterolemizzante. Il gemmoderivato di Frassino svolge un’azione depurativa generale.

Bibliografia: www.my-personaltrainer.it – www.cure-naturali.it – www.riza.it


 

Farmacia 3.0 – Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria

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