Potrebbe arrivare in tutta Europa dopo essere stato “testato” nei locali notturni di Budapest, in Ungheria, suscitando non poca preoccupazione: stiamo parlando di una sostanza stupefacente che, a quanto pare, sarebbe molto pericolosa ma facilmente riconoscibile.

Si tratta di una sostanza dagli effetti molto potenti, che sconvolge il ciclo circadiano, portando difficoltà di deambulazione, allucinazioni e nei casi più gravi anche morte. La polizia ha così delineato le caratteristiche dell’ultima novità tra le droghe sintetiche, che si stanno moltiplicando con sempre maggior facilità anche a causa della difficile tracciabilità, aumentata con la diffusione tramite Internet. In Italia una statistica rileva il preoccupante aumento del numero di adolescenti che fa uso di droga senza sapere quale sostanza sta assumendo.

Non si sa ancora con esattezza quali siano gli ingredienti di questa bomba targata “Facebook”, ma la pillola con la “F” contiene di certo dosi massicce di componenti pericolose. Di sicuro anche oppiacei e cannabioidi. Il re dei social network non poteva restare a guardare supinamente l’uso improprio del suo marchio legato a degli stupefacenti. E’ proprio Facebook quindi a lanciare e diffondere il messaggio d’allarme, in ungherese: “attenzione, 15 persone che hanno assunto una pillola con la f sono finite in ospedale con sintomi gravi e sottoposti a terapia intensiva”.

In effetti i rischi di morte esistono e sono alti, anche se per fortuna finora non si è ancora verificato alcun decesso. Ad inquietare, come riferiscono i medici, sono soprattutto la durata di sintomi, quali le allucinazioni, che hanno costretto il ricovero di alcuni pazienti in reparto psichiatrico con importanti sintomi psicotici. In Ungheria interi quartieri sono divenuti centri di spaccio e l’introduzione di nuove droghe è ormai all’ordine del giorno.

La scelta di prendere in prestito la F del social network più noto al mondo è sicuramente dovuta all’intento di attirare la nuova generazione che vede in Facebook un icona di quest’era digitale. Proprio per questo i produttori di stupefacenti non sono nuovi all’uso di brand famosi, stampando persino pastiglie con personaggi dei fumetti o marchi automobilistici.

Bibliografia: www.corriere.it – www.datamanager.itwww.fanpage.itwww.inmeteo.it


 Farmacia 3.0 – Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria


 

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